Il «gioco del tappeto» è stato appena presentato all’ONL 2026. Natalie l’ha già provato e vi svela chi dovrebbe tenere d’occhio questa avventura d’azione.
Sul tavolo davanti a me c’è un piccolo cofanetto con sopra la testa di una bambola. La bambola è riccamente decorata, indossa abiti eleganti e un copricapo. È la leggendaria Scheherazade delle Mille e una notte – almeno così mi raccontava mia nonna all’epoca.
Da bambina ero come ipnotizzata da quel piccolo mondo fantastico che io, i miei nonni e i miei cugini ci eravamo creati. Su una tovaglia con navi, tesori e palazzi, spostavamo qua e là piccole statuine di porcellana, portachiavi e altre cianfrusaglie che trovavamo a casa della nonna. Nel frattempo, lei, come una Scheherazade, ci raccontava storie meravigliose su Alì Babà e i 40 ladri, Aladino e i tappeti volanti magici.
Quando, durante l’Opening Night Live della gamescom 2026, il trailer di annuncio di 1001 Threads of Mizan è apparso sul grande schermo, mi sono sentito immediatamente trasportato nel salotto dei miei nonni. Nella mia mente si sono subito intrecciate fantasie su come potrebbe essere un gioco moderno con tappeti volanti, geni colossali e armi magiche.
Dopo la mia breve prova di gioco alla fiera e una chiacchierata con il direttore di gioco Scott Lussier, ho capito una cosa:1001 Threads of Mizannon sarà il gioco che avrei desiderato in un primo momento, ma gli appassionati di azione cooperativa fresca e spensierata dovrebbero assolutamente tenere d’occhio questo titolo.
Le mille e una notte
In realtà, gli esseri umani e i jinn dell’altro mondo vivono in equilibrio e armonia. Finché un re dei jinn non decide di riscrivere la propria storia. Si infiltra nel mondo degli umani e, così facendo, corrompe altri jinn.
Per ristabilire l’equilibrio, tre eroi si mettono in viaggio: i cosiddetti Mizan (in arabo «equilibrio» o «bilanciamento»). Il loro compito è sconfiggere i jinn malvagi e salvare così l’umanità.

Viene raccontata la loro versione della storia di Scheherazade, che ingaggia una sorta di battaglia verbale in stile rap con il malvagio re dei jinn per scoprire quale delle due storie sia più interessante e alla fine prevalga sull’altra.
1001 Threads of Mizan vuole condurci attraverso diverse narrazioni tratte dalle Mille e una notte e presentarci un’autentica interpretazione della famosa raccolta di fiabe orientali.
Disclaimer: Chi sono gli sviluppatori e chi c’è dietro l’editore?
1001 Threads of Mizan è l’opera prima di MBC Game Studios, composta da sviluppatori provenienti da tutto il mondo e da veterani del settore provenienti da BioWare, Hi-Rez, Ubisoft Montreal e Bungie.
Lo studio fa parte dell’MBC Group (Middle East Broadcasting Center), il più grande gruppo televisivo del mondo arabo. L’MBC Group è controllato in maggioranza dallo Stato saudita. Nel settembre 2025, il Public Investment Fund (PIF) statale dell’Arabia Saudita ha acquisito ufficialmente la quota di maggioranza del 54%. Il presidente del PIF è il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. A ciò era preceduta un’ondata di arresti nel 2017, nel corso della quale era stato incarcerato, tra gli altri, anche il fondatore dell’MBC Group, Waleed al-Ibrahim, che, in seguito al suo rilascio, ha dovuto cedere gran parte delle sue quote societarie allo Stato saudita.
Alla luce di questi retroscena, possiamo presumere che il team di sviluppo, composto da 150 persone, sia sostenuto da un budget ingente, anche se il direttore di gioco non ha voluto svelare troppo al riguardo. Desideriamo tuttavia fornirvi queste informazioni sul finanziamento dello studio in modo trasparente, affinché possiate decidere autonomamente come valutare tali produzioni.
Ad esempio, nell’originale Aladdin era in realtà cinese, mi spiega il direttore di gioco Scott Lussier. Anche i personaggi giocabili dovrebbero essere collegati in un modo o nell’altro a famosi personaggi letterari.
Al momento non è ancora chiaro come si svilupperà esattamente la trama e quali ambientazioni vedremo. Lo sviluppatore promette però piccoli mondi hub con molta verticalità, tanti segreti e scenari unici come valli desertiche o città abbandonate.
Nimm 3
Sebbene sia possibile giocare a «1001 Threads of Mizan» completamente da soli, è molto più divertente in modalità cooperativa online con un massimo di due amici. I compagni di squadra possono unirsi al gioco in qualsiasi momento senza interruzioni (drop-in/drop-out).
Per comodità, il «gioco del tappeto» – come lo abbiamo affettuosamente soprannominato internamente, perché siamo troppo pigri per pronunciare ogni volta il nome completo – offre tre personaggi diversi che fungono anche da classi:
- Yusra combatte con lancia e arco ed è quindi la combattente a distanza del gruppo.
- Malik si lancia direttamente nella mischia con il suo scudo, fungendo da tank.
- Sufyan, con la sua spada, è il classico e agile combattente da mischia del gruppo.
1001 Threads of Mizan funziona inizialmente come un classico gioco d’azione. Mi scaglio contro i banditi con attacchi leggeri o pesanti oppure gli sparo in testa con precisione usando il mio arco.
Una volta accumulata abbastanza energia elementale, posso usare la mia abilità speciale. Con Yusra contrassegno quindi i punti deboli dei nemici e scateno su di loro una pioggia devastante di frecce.
Ma non si combatte solo contro meschini banditi, bensì soprattutto contro i jinn – che a volte possono essere piccoli, ma altre volte anche enormi.
Nella demo, insieme ai miei compagni di cooperativa, sconfiggo innanzitutto un boss minore, colpendo con precisione i suoi punti deboli. Una volta che inizia a vacillare, ognuno di noi deve sferrare un colpo per intaccare in modo significativo la sua barra della vita.
Il prossimo boss jinn, invece, non ci rende le cose così facili. Per fortuna abbiamo ancora un fedele compagno: il tappeto volante!
Un mondo completamente nuovo
1001 Threads of Mizan non si svolge solo nel mondo degli umani, ma ci catapulta regolarmente anche nelle magiche distese dei Dschinn.
Per l’ultimo scontro con il boss della demo, un vortice ci trascina in un’arena fantastica. Sopra di noi si erge una figura con una corona piena di occhi, che scaglia contro di me e i miei compagni sfere di fulmini magici, lancia schegge dolorose e fa piovere enormi massi dal soffitto. A piedi saremmo completamente spacciati qui.
Per fortuna possiamo evocare in qualsiasi momento il nostro tappeto volante e librarci in alto alla velocità della luce. Secondo il direttore del gioco Scott, il tappeto volante non deve sembrare semplicemente un’attrazione, ma deve svolgere un ruolo attivo e tattico nel sistema di combattimento.
Con il tappeto posso eseguire manovre completamente nuove e, ad esempio, lanciarmi dall’alto in modo mirato contro i nemici e i loro punti deboli oppure colmare la distanza tra me e il boss in pochi millisecondi.
Con le capriole schivo le letali raffiche di schegge, compio curve strette per evitare ostacoli giganteschi e respingo le sfere di energia contro il boss per renderlo vulnerabile e colpirlo nei suoi numerosi occhi.
Dopo aver superato con successo la prima fase, veniamo nuovamente catapultati in un vortice, dove inseguiamo il jinn in volo per poi atterrare sul suo braccio. «Oh, questo mi ricorda proprio Shadow of the Colossus», penso proprio mentre saliamo sulla sua spalla – ma purtroppo la demo finisce proprio in questo momento emozionante.
1001 Threads of Mizan è ancora in fase di sviluppo e gli sviluppatori non hanno ancora rivelato una data di uscita. Se però avete voglia di un gioco cooperativo divertente e semplice, dovreste assolutamente tenere d’occhio questo titolo.
Conclusione della redazione
Lo ammetto: dopo il primo trailer, nella mia mente avevo immaginato una direzione leggermente diversa per questo gioco ambientato su un tappeto – qualcosa di più immersivo, più incentrato sulla trama per giocatore singolo e sulla narrazione ambientale, forse anche con un tono di fondo un po’ più cupo. 1001 Threads of Mizan non è così. E va benissimo così. Perché qui potrebbe aspettarci un’avventura cooperativa davvero divertente, che punta su un’ambientazione assolutamente originale, offre un’azione facile da imparare e intrattiene con un design dei boss davvero accattivante.
1001 Threads of Mizan mi ha completamente conquistato durante la prova? No. Perché in fondo si tratta proprio di un’avventura d’azione che, dal punto di vista del gameplay, punta su valori sicuri e non riscrive le regole fondamentali del genere. Ma ho visto solo un’area tutorial della durata di appena 15 minuti, e gli sviluppatori promettono ancora molte sorprese per il futuro. Come gioco esclusivamente per giocatore singolo, questo titolo probabilmente non mi attirerebbe del tutto – ma come azione spensierata con gli amici, accompagnata da una colonna sonora araba davvero fantastica, diventa subito molto più interessante.

