Nell’action-adventure “Tides of Annihilation”, i cavalieri di Artù si scontrano con le divinità egizie nella Londra dei giorni nostri. È proprio questo mix sfrenato ad aver conquistato Dani Herz in meno di un’ora.
Mi resta così poco tempo nella demo quando l’enorme dio egizio Anubi, dopo due fasi frenetiche, finalmente cade in ginocchio. Con le mani tremanti per l’adrenalina, poso il controller – evorrei poter semplicemente continuare a giocare.
PerchéTides of Annihilationha ancora così tanto da offrire, così tanto da scoprire.I miei 45 minuti non bastanonemmeno lontanamente per immergermi in tutti i segreti, la storia e le meccaniche del gioco.
Ma anche in una partita veloce – e nonostante un fastidioso stick drift sul mio controller da fiera – il fascino di questa insolita avventura d’azione mi ha conquistato immediatamente. Da un gioco che finora mi era completamente sfuggito, è improvvisamente diventatoun highlight inaspettato, la cui uscita non vedo l’ora di vedere.
Cosa è Tides of Annihilatione perché questo insolito mix tra la Londra moderna, le divinità dell’antico Egitto e la leggenda di Re Artù sia così incredibilmente divertente, ve lo spiego ora.
Una meravigliosa urban fantasy
In *Tides of Annihilation*, la Londra moderna viene infiltrata dall’Altro Mondo, facendo sì che magia e creature terrificanti si insinuino inarrestabilmente nel nostro mondo reale. Mi calerò nei panni di Gwendolyn, una sopravvissuta a questa catastrofe, che parte alla ricerca della sua famiglia – e, forse, dovrà anche salvare l’intera umanità.
Non posso ancora dirvi molto sulla trama, dato che la demo mi catapulta direttamente nel vivo dell’azione. Ma ciò di cui potrei parlare con entusiasmo per ore è il mondo che mi circonda. Alla ricerca del mitico Libro dei Morti, mi ritrovo – come potrebbe essere altrimenti – nella mostra sull’antico Egitto del British Museum.
Gli elementi fantasy si abbattono qui sulla realtà come una forza della natura. Le macerie mi sbarrano la strada, frammenti di enormi chiese gotiche fluttuano surreali nell’aria e, in mezzo a tutto ciò, trovo continuamente antiche reliquie che sono sopravvissute indenni al caos e se ne stanno docilmente dietro le loro transenne, come se fossero ancora visitate da turisti curiosi.
Avrei voluto fermarmi davanti a ogni vaso, a ogni affresco e in ogni angolo dell’ala cinese per leggere i testi di Lore e immergermi in quegli splendidi ambienti. Tides of Annihilation crea infatti un mix ipnotico: il nostro mondo reale e familiare si fonde con influenze fantasy epiche, creando un’atmosfera che mi cattura immediatamente, perché appare allo stesso tempo così familiare eppure completamente estranea, e suscita in me un fascino simile a quello di un mondo post-apocalittico.

I Cavalieri della Tavola Rotonda
Fortunatamente, Gwendolyn non affronta la sua avventura da sola. Al suo fianco combattono nientemeno che i leggendari Cavalieri della Tavola Rotonda della leggenda arturiana. Come spiriti spettrali mi affiancano in battaglia – ed è proprio questo che rende il sistema così originale ed emozionante.
Oltre agli attacchi standard leggeri e pesanti, posso evocare i miei cavalieri in qualsiasi momento. Sono equipaggiati in coppie e, tramite il D-pad, posso passare in un batter d’occhio dal Set 1 al Set 2 e viceversa. Nella demo ho utilizzato una coppia offensiva che mette alle strette i miei nemici con spada e alabarda, mentre una seconda coppia mi copre le spalle respingendo gli avversari o immobilizzandoli temporaneamente.

La ciliegina sulla torta dal punto di vista del combattimento sono i potenti attacchi speciali che carico durante lo scontro. Sia Gwendolyn che i cavalieri dispongono di abilità definitive che infliggono un bel colpo ai nemici e consentono di eseguire manovre spettacolari con determinate combinazioni di tasti.
A prima vista sembra il classico gioco d’azione, ma in pratica questi sistemi si integrano così perfettamente tra loro da creare un’esperienza di combattimento estremamente dinamica, agile e spettacolare. E questo nonostante nella demo non abbia ancora avuto la possibilità di familiarizzare davvero con tutti i sistemi e di scoprire le migliori sinergie. Al momento posso quindi solo immaginare quanto saranno appaganti i combattimenti una volta che avrò compreso appieno i sistemi e le meccaniche.

Piccoli enigmi conducono al Libro dei Morti
Prima di arrivare al gran finale della demo, posso prendere un po’ fiato e dedicarmi a qualche rompicapo. Davanti a me troneggia un congegno con due sfere girevoli, decorate con antichi geroglifici. Attraverso piccoli percorsi di parkour devo individuare i simboli giusti nell’ambiente circostante e orientare le sfere di conseguenza per aprire un portale verso l’aldilà.
L’enigma non è particolarmente complicato, ma introduce un’ulteriore meccanica: i miei Cavalieri Spettrali non servono solo per le risse! Nei momenti di calma mi sono di grande aiuto. Un cavaliere, ad esempio, solleva casse pesanti per permettermi, nei panni di Gwendolyn, di raggiungere zone più in alto, oppure abbatte con la forza bruta muri fatiscenti quando mi trovo in un vicolo cieco.

Anubis(s) al tappeto
Il fantastico sistema di combattimento di Tides of Annihilation mostra davvero i muscoli quando entro nel Libro dei Morti. Vengo teletrasportato in un’arena magica e mi ritrovo a guardare dritto verso la gigantesca testa di sciacallo. All’inizio gli giro intorno, mettendo in mostra tutto ciò che ho imparato nell’ultima mezz’ora.
Ma Anubis ha qualche asso nella manica. Oltre a un set di mosse impegnativo, evoca muri magici e sacerdoti protettori. Solo con uno scatto perfettamente sincronizzato riesco a infilarmi nelle fessure dei muri per abbattere i sacerdoti e rendere Anubis nuovamente vulnerabile. Nella seconda fase scoppia poi il caos assoluto: l’arena lampeggia, piovono pietre dal cielo, il terreno trema e il dio si teletrasporta freneticamente da una parte all’altra.
La battaglia contro il boss è un vero e proprio spettacolo mozzafiato, caratterizzato da un design accattivante e da sfide impegnative ma assolutamente eque – per fortuna il gioco salva gentilmente dopo la prima fase.& nbsp;
Mi resta poco più di un minuto sul cronometro quando Anubis finalmente va al tappeto. Per quanto sia felice di essere riuscito a portare a termine lo scontro, sono altrettanto triste che il mio tempo con Tides of Annihilation sia giunto al termine. Ma ci rivedremo — ora i miei occhi sono puntati proprio su quell’action-adventure!
Conclusione della redazione
Incredibile. Ora sono qui, sdraiata sul letto della camera d’albergo con maschera per il viso e per i piedi, dopo una giornata interminabile in fiera, e sto scrivendo queste righe. Ma poche ore fa stavo ancora correndo per il British Museum e mi trovavo in carne e ossa nel Libro dei Morti! La mia escursione nel mondo fantasy di Tides of Annihilation mi ha dato la sensazione di esserci stata davvero.
Sono rimasta letteralmente incollata allo schermo per tutti i 45 minuti, desiderosa di assorbire ogni dettaglio, osservare ogni affresco antico e addentrarmi ancora di più nel frenetico sistema di combattimento. Quando tre quarti d’ora volano via in un attimo in una fiera rumorosa e poi si è tristi di dover andare via, questo è il complimento più grande che si possa fare a un gioco. Di sicuro stanotte sognerò Gwendolyn e quel meraviglioso mondo – e spero con tutto il cuore che non dovremo aspettare troppo a lungo per l’uscita!

