In Spine il kung fu incontra le pistole – e promette un blockbuster giocabile in stile John Wick

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Spine torna alla ribalta dopo un lungo silenzio e un reboot con un nuovo trailer. Abbiamo parlato con il Game Director di come Spine intenda portare sui nostri schermi un blockbuster d’azione giocabile.

Un amato cane viene ucciso e ha inizio una sanguinosa vendetta: se ora vi viene in mente John Wick, non è un caso. Infatti, il gioco d’azione Spine voleva proprio utilizzare questo spunto per la sua trama. E anche se il gameplay ricorda moltissimo le risse da film del killer di culto, gli amanti degli animali possono tirare un sospiro di sollievo: in Spine nessun cane subirà alcun danno!

Per la trama finale, invece, a fare da spalla è il fratello dell’eroina. Questi viene rapito senza tanti complimenti, dando così il via a un’avvincente avventura d’azione che, dopo un lungo silenzio, torna finalmente alla ribalta e dovrebbe uscire nel 2027.

«Il nostro mondo è molto più vicino al cyberpunk»

A prima vista, il mondo di Spine sembra un classico cyberpunk. Tuttavia, gli sviluppatori definiscono volutamente la loro ambientazione «AI-Punk»: ciò significa che, mentre un’intelligenza artificiale onnipotente chiamata Tensor domina e controlla la società già da tempo, il resto del progresso tecnologico e altri aspetti della società sono rimasti fermi. Ad esempio, qui si spara ancora in modo del tutto classico con armi da fuoco tradizionali e non con laser high-tech.

Nell’intervista, il Game Director Dmitry Pimenov sottolinea che questo mondo è ambientato in un futuro molto più prossimo e verosimile rispetto, ad esempio, a Cyberpunk 2077: proprio questo dovrebbe rendere l’ambientazione ancora più opprimente.

In questa dittatura dell’IA vestiamo i panni dell’artista di strada Redline. Per salvare suo fratello, ruba il Bio-Spine, un impianto da combattimento sperimentale che non solo le conferisce riflessi sovrumani, ma possiede anche una propria personalità. Ciò crea una dinamica unica tra i due: col passare del tempo, Redline impara ad agire in modo sempre più razionale e preciso, quasi come una macchina. D’altra parte, la macchina all’interno del suo corpo diventa sempre più umana.

Perché questo lungo silenzio?

Spine era stato originariamente annunciato già nel 2021 – e come titolo multigiocatore. Alla fine del 2022, il team ha deciso di cambiare rotta e ha avviato un completo riavvio del progetto: il multigiocatore si è trasformato in un’esperienza per giocatore singolo degna del grande schermo, in cui gli sviluppatori possono mettere in luce molto meglio i propri punti di forza in termini di animazione, secondo quanto affermato dal direttore del gioco. Nel frattempo, dall’ultimo trailer, lo studio è quindi passato da Unity a Unreal Engine 5 e ha sviluppato un proprio motore di combattimento per il picchiaduro. Dopo i primi feedback della community dello scorso anno, il sistema di combattimento è stato inoltre sottoposto a una revisione radicale, prima di puntare ora a tutta velocità verso il lancio.

Il balletto mortale incontra il Gun-Fu

Il cuore di Spine è il sistema di combattimento «Flow», caratterizzato da azioni di arti marziali accuratamente coreografate. Ma non preoccupatevi: Spine non sarà duro e spietato come Sifu. Per quanto riguarda le sensazioni di gioco, Pimenov e il suo team si ispirano piuttosto ai flui combattimenti di massa della serie Batman Arkham o di Spider-Man. L’approccio al gioco dovrebbe quindi presentare pochi ostacoli: con poche pressioni sui tasti ci sentiamo subito come un eroe d’azione spietato.

Qui entrano in gioco anche alcune abilità che Redline ha acquisito in passato come artista di strada. Ad esempio, non usa la sua bomboletta spray solo per lasciare graffiti ribelli nel mondo di gioco, ma la impiega nel bel mezzo delle combo come abilità di abbagliamento e attacco, spruzzando vernice sui mirini dei nemici.

Per gli sviluppatori, Gun-Fu significa, tra l’altro, che si combatte principalmente con una pistola simile a una Glock. Questa è l’arma standard di Redline. Nei finisher, però, le piace anche strappare semplicemente i fucili ai nemici per distribuire le munizioni rimanenti ai suoi compagni in stile dual-wield. Dopodiché torna di nuovo alla pistola.

Invece di catapultarci in un open world inutilmente gonfiato, Spine punta su una struttura lineare a hub. Tra un combattimento e l’altro, Redline torna al quartier generale per potenziare le sue abilità e il suo impianto. Da lì partiamo poi per le singole missioni. Gli sviluppatori considerano il loro gioco una sorta di antologia del cinema d’azione: ogni capitolo deve sembrare un cortometraggio a sé stante ed è un omaggio diretto a modelli leggendari come Ghost in the Shell, Se7en o Equilibrium.

Grazie alla sua struttura a episodi, Spine è progettato per durare circa 10 ore. Gli sviluppatori vogliono creare un’esperienza mirata ed estremamente intensa, invece di allungare artificialmente la durata del gioco con compiti ripetitivi. Nell’intervista, Pimenov spiega così questa decisione:

Abbiamo la sensazione che oggi i giocatori siano stanchi dei giochi enormi, in cui bisogna trascorrere 40 ore e tenersi occupati faticosamente. Attualmente, nel settore mancano esperienze di gioco mirate e intense.

A chi è destinato, in definitiva, Spine? Secondo Pimenov, i comandi intuitivi dovrebbero attirare anche i principianti assoluti del genere d’azione, ma in fondo il gioco si rivolge a tutti coloro che amano il sistema di combattimento «flow» di Batman o Spider-Man o, più in generale, sono appassionati dell’azione coreografata con armi da fuoco vista in film come John Wick o James Bond.

Spine dovrebbe uscire nell’estate del 2027. Lo sparatutto “gun-fu” sarà poi pubblicato per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

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