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mercoledì, Giugno 17, 2026

I cellulari Nokia sono considerati indistruttibili, e ora su di essi gira addirittura uno dei migliori sparatutto in assoluto – e non si tratta di Doom

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Uno sviluppatore indipendente riesce a far funzionare Half-Life sul Nokia N95 con una fluidità sorprendente.

In realtà, Doom si è già guadagnato la fama di funzionare praticamente su qualsiasi dispositivo elettronico – e su alcune altre cose. Ma dato che a quanto pare le idee stanno lentamente finendo, ci si può rivolgere anche ad altri classici.

Lo sviluppatore argentino Dante Leoncini ha preso di miraHalf-Lifee per farloha tirato fuori da un cassettoun vecchio Nokia del 2007.

Ma Half-Life funziona davvero?

Per il suo insolito porting, Leoncini utilizza ilNokia N95– un cellulare a scorrimento che funziona con il sistema operativo Symbian. Condivide i progressi del suo progetto, tra l’altro, sul suo account X:

Poiché il Nokia N95 è dotato di Windows, Leoncini non ha potuto semplicemente ricorrere a una versione emulata della versione per PC di Half-Life. Per portare lo sparatutto su questa piattaforma, lo sviluppatore ha quindi utilizzato il motore open source Xash3D, compatibile con il motore retrò GoldSrc di Valve.

Non ha dovuto apportare modifiche dirette al Nokia stesso. Quando Half-Life uscì nel 1998, i requisiti minimi di sistema erano un processore Pentium a 133 MHz e 24 MB di RAM – requisiti che il Nokia N95 soddisfa ampiamente. È dotato – almeno sulla carta – di una doppia CPU da 332 MHz e 64 MB di memoria RAM.

Nel frattempo, Leoncini può giocare a Half-Lifea 30 FPS in modo piuttosto fluidosul Nokia, e persino con mouse e tastiera. In futuro ha in programma di integrare anche una modalità multiplayer Wi-Fi e il supporto alle mod.

multiplayer e il supporto alle mod.

A proposito, Half-Life non è l’unico gioco che Leoncini ha adattato per il Nokia. Di recente, infatti, haGTA 3in formato tascabile retrò e attualmente sta lavorando a Rollercoaster Tycoon 2.

Con questi progetti, però, Leoncini non si limita a passare il tempo, ma persegue anche un obiettivo ben preciso. Da un lato, vuole richiamare l’attenzione sul fatto che la tecnologia moderna ha spesso una data di scadenza e contribuisce così alle milioni di tonnellate di rifiuti elettronici prodotti ogni anno. Il suo obiettivo è dimostrare quanto possa essere ancora potente il vecchio hardware.

D’altro canto, considera il software utilizzato per i videogiochi e i porting una forma d’arte a sé stante. Gli sviluppatori lottano duramente per ottenere il massimo dall’hardware.

Stephan
Stephan
Età: 25 anni Origine: Bulgaria Interessi: Gioco Professione: Editore online, studente

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