Mancano ancora molti, molti mesi all’uscita di Alien: Isolation 2, ma Dimi ha già superato la parte iniziale di questo horror fantascientifico. Con grande entusiasmo.
Ricordo che all’epoca mi ero aperto una birretta. Dopo oltre 15 ore avevo superatoAlien: Isolatione finalmente mandato quel maledetto Alien all’altro mondo. Dopo numerosi tentativi falliti, nei panni di Amanda Ripley ho dovuto far bruciare l’intera stazione spaziale Sevastopol nell’atmosfera planetaria per porre finalmente fine all’incubo.
Dieci anni dopo si scopre che: ciònonèancorabastato per far fuori definitivamente quelle bestie.
Per fortuna.
Infatti, dopo la mia breve sessione di prova conAlien: Isolation 2nell’ambito del Summer Game Fest in una stanza buia come la pece nel cuore di Los Angeles, non vedo l’ora di rimetterci le mani il prima possibile.
Che tempo schifoso
Alien Isolation 2 riprende la storia del predecessore. Mi calerò nei panni di un nuovo personaggio principale di nome Blake, che insieme ai suoi colleghi Otto e Cole (spero di averli annotati correttamente) si ritroverà in una situazione davvero incasinata.
Prima grande novità di Isolation 2: ci si allontana dalla stazione spaziale. Il prologo del gioco inizia sulla superficie di un pianeta, c’è una tempesta, i fulmini, e per di più nel cuore della notte, quindi non vedo quasi nulla davanti a me. In realtà potrei mettermi comodo nel mio rover, con la pioggia che batte forte si dorme così bene, ma succede quello che deve succedere: fuori si sente un boato, Blake va a indagare.
I primi minuti di Isolation 2 sono pura atmosfera. Blake vaga nella notte fangosa, in lontananza intravedo le luci di qualche avamposto sicuramente per nulla sospetto. Poiché la tempesta ha spazzato via file di alberi, striscio attraverso caverne scivolose, con solo la torcia a indicarmi la strada.
Creative Assembly sfrutta l’opportunità offerta dal cambio di scenario: Alien Isolation 2 riesce a creare un’atmosfera horror completamente nuova. Non una stazione spaziale sterile e abbandonata, ma una natura ostile alla vita, in cui mi sento comunque terribilmente solo. L’inizio del gioco colpisce nel segno: 10 su 10 punti Giger.
Apparizione: Alien
I miei colleghi hanno trovato nel bel mezzo della tempesta il relitto di una stazione spaziale: la Sevastopol. Il collega Otto fa la proposta più sensata in assoluto: «C’è una puzza terribile, me ne vado, fareste meglio a venire con me.»

La protagonista Blake fa ovviamente proprio questo e tutti vivono felicemente fino alla fine dei loro giorni… Scherzi a parte, Blake e il suo collega rimasto fiutano ovviamente la presenza di un bottino, perché chissà quali oggetti di valore si nascondono in un relitto del genere. Quindi si arrampica sul tetto e si cala attraverso un portello. In qualche modo, Isolation 2 si svolge, almeno per un breve periodo, su una stazione spaziale.
Ed ecco la sorpresa che sicuramente non vi aspettavate: tra i rottami della Sevastopol è sopravvissuto un alieno! Blake ha appena riattivato la corrente, completato un po’ di tutorial (raccogliere viti, schede elettroniche e simili per attivare un pannello) e subito si scatena l’inferno.
Letale come un tempo

Nel frattempo, dentro di me tutto si contrae, perché l’Alien non mi lascia scappare. In realtà dovrei solo attraversare un paio di corridoi e scappare dalla botola sul tetto, ma l’IA della bestia è inflessibile come dieci anni fa. Striscio nei condotti di ventilazione, ma l’Alien mi trova.
Striscio sotto i tavoli, ma l’alieno mi trova.
Corro come un matto e l’alieno… beh, potete immaginarlo.
Alla fine vinco con il buon vecchio «sbirciare da dietro l’angolo e aspettare come un pollo codardo finché l’alieno non si è allontanato abbastanza». Mentre salgo la scala verso la botola sul tetto, mi individua comunque, ma proprio in quel momento la tempesta fa crollare il relitto, Blake e l’alieno si perdono nella frana che ne segue e la demo finisce.

Un buon segno
È ovviamente ancora troppo presto per valutare appieno Alien Isolation 2. Il principale punto critico del predecessore – la lunghezza della campagna – si è rivelato solo dopo molte, molte ore. E la mia build di prova è, nel migliore dei casi, una versione alpha iniziale; il rilascio è ancora molto lontano.
Inoltre, la maggior parte dei sistemi di gioco non è ancora disponibile nel prologo. Non ho idea di quali nuove meccaniche di gioco ci siano in Isolation 2, se ci siano nuove armi, nuovi nemici, se la storia riservi colpi di scena interessanti o se l’Alien agisca in modo sensibilmente diverso rispetto al predecessore.
Ma quello che ho giocato va decisamente nella direzione giusta: l’Alien è letale come un tempo, ma grazie alla nuova ambientazione e al nuovo protagonista, Isolation 2 sembra abbastanza fresco da attirarmi di nuovo in un inferno che in realtà mi ero lasciato alle spalle. E questo è un segnale piuttosto positivo.

