Halo: Campaign Evolved in recensione – Un eccellente remake realizzato con Unreal Engine 5

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La nuova edizione per Xbox non solo rinnova profondamente il classico dal punto di vista grafico, ma arricchisce il gioco in modo significativo con nuove missioni narrative e un gunplay moderno.

Non saprei dirvi con esattezza quante volte, ormai, ho messo piede per la prima volta sul mondo ad anello di Halo insieme al Master Chief. Sono state diverse occasioni: nell’originale, nella versione Anniversary e ora in Campaign Evolved. Una cosa è certa però: questa struttura aliena non è mai stata così bella come nella nuova edizione realizzata con Unreal Engine 5. Già durante la primaprova dello scorso annone ero rimasto affascinato, e la versione di prova ha ora confermato queste impressioni: è proprio così che deve essere un remake.

Allo stesso tempo, rende piuttosto semplice spiegare cosa vi aspetta qui. Halo! Non sempre necessariamente in una riproduzione fedele 1:1, ma con discreti miglioramenti nel level design, nuove sequenze cinematografiche accattivanti e un netto upgrade tecnico. Un aggiornamento che rende lo stile dell’originale più nitido e tangibile, senza però rinunciare alla sua identità visiva. Se si dovesse progettare un gioco di Halo da zero con UE5, sarebbe sicuramente possibile una maggiore varietà visiva, ma in questo caso c’è l’originale a cui fare riferimento.


Modifiche all’atmosfera e al gameplay

Ciononostante, Campaign Evolved trasmette allo stesso tempo un senso di familiarità e di novità. Le nuove sequenze cinematografiche, ad esempio, sono davvero ben riuscite e conferiscono allo sparatutto un’atmosfera più moderna. Alcuni tratti, come l’inizio della missione “343 Guilty Spark”, risultano decisamente più suggestivi e ricchi di atmosfera rispetto all’originale. A ciò si aggiunge la colonna sonora rivisitata che, insieme ai classici suoni di Halo e alle nuove registrazioni vocali, fa sì che chi conosce la versione originale si senta come in una casa appena ristrutturata.

Il prossimo aspetto importante è il combattimento. Gli scontri con l’Alleanza danno essenzialmente la stessa soddisfazione di un tempo, ma sono comunque migliori. Per me, già solo l’implementazione della funzione Sprint (che può essere disattivata se lo si desidera) rappresenta un netto miglioramento. Forse alcune aggiunte e modifiche non vi salteranno all’occhio a prima vista, perché è passato troppo tempo dall’ultima volta che avete giocato a Halo. Gli Halo Studios hanno reso disponibili anche qui nove armi tratte dai capitoli successivi, tra cui il Battle Rifle, l’SMG o il Brute Plasma Rifle. E sì, nell’originale non potevate usare la spada energetica – qui invece sì! È una sensazione appagante quando si restituisce il colpo ai nemici che brandiscono la spada. Altre modifiche rendono, ad esempio, l’Assault Rifle più preciso, mentre il lanciarazzi dispone di un sistema di aggancio del bersaglio, grazie al quale i proiettili seguono il nemico preso di mira. È possibile anche dirottare i veicoli nemici, tra cui il carro armato Wraith dell’Alleanza. Tutto ciò non sembra affatto fuori posto, ma si integra perfettamente nell’esperienza di gioco e dà l’impressione che sia sempre stato così. Avere più opzioni è sicuramente un bene!

Missioni bonus, opzioni cooperative e Campaign Remix

Oltre al ritorno in chiave moderna dei contenuti originali del gioco, un altro obiettivo era quello di offrirvi di più per i vostri soldi: nuovi motivi per trascorrere più tempo con Halo. Da un lato, grazie a una piccola nuova campagna che comprende tre missioni. In essa, il Master Chief, insieme al sergente Johnson, si infiltra in una nave dell’Alleanza per rubare dati importanti. Lì vi aspettano nuovi ambienti – anche qui con i corridoi, mi dispiace –, personaggi e nemici; c’è persino una sezione di combattimento spaziale. Tutto sommato, un’aggiunta interessante, ricca di combattimenti. Vi terrà occupati per ben due o tre ore in più. E ora mi è venuta voglia di un gioco d’azione spaziale a sé stante nell’universo di Halo, grazie mille.

E cos’è “Campaign Remix”? Un’ulteriore possibilità per rivivere le missioni che già conoscete in una veste nuova. Lì vi attendono nemici generati casualmente, armi da raccogliere disposte in modo diverso e nuovi effetti visivi. I tre teschi che otterrete sbloccando questa modalità di gioco selezionano casualmente la fazione nemica e le armi posizionate in anticipo nella rispettiva missione; inoltre, le fazioni nemiche non combattono mai l’una contro l’altra. Con tutto ciò potrete quindi creare sfide del tutto personalizzate, in modo da ottenere condizioni a volte completamente diverse.

Prestazioni tecniche e opzioni grafiche

Anche dal punto di vista tecnico, Halo: Campaign Evolved fa bella figura. È davvero bello da vedere, l’immagine è nitida e, a seconda dell’andamento dello scontro, si crea una vera e propria tempesta di effetti speciali. Nella modalità Performance, lo sparatutto mantiene saldamente il suo obiettivo di 60 fps, grazie a un ridimensionamento dinamico della risoluzione in background. La modalità Quality, disponibile in alternativa, aumenta la risoluzione a 4K, ma vi permette di giocare solo a 30 fps. Si può comunque farcela, ma negli scontri a fuoco a volte frenetici la variante «Performance» è per me la scelta migliore – e trovo che la grafica non risulti significativamente peggiore. Indipendentemente dalla modalità scelta, tuttavia, nelle sequenze cinematografiche si verificano sporadicamente brevissimi rallentamenti che disturbano un po’ l’immagine complessiva. Speriamo che un aggiornamento riesca a risolvere il problema in modo più fluido.

Halo: Campaign Evolved – Conclusioni della recensione

Alla fine, Campaign Evolved è diventato esattamente ciò che speravo fosse. L’Unreal Engine 5 valorizza enormemente il classico sparatutto di Bungie senza fargli perdere la sua identità. Anzi: nuove sequenze cinematografiche, armi aggiuntive e modifiche al gameplay si integrano perfettamente nell’esperienza di gioco, rendendo Campaign Evolved la versione definitiva della prima avventura di Master Chief. È vero che nel corso del gioco ci sono ancora molti corridoi, ma non appena mi metto al volante di un Warthog, conficco una spada energetica nel petto di un Elite o faccio a fitte di nemici con il fucile d’assalto, tutto questo passa in secondo piano. Le nuove missioni bonus sono una bella ciliegina sulla torta e, insieme alla modalità cooperativa, agli Skulls e al Campaign Remix, fanno sì che – se tutto questo vi interessa – trascorriate molto più tempo con questa campagna rieditata. Ai neofiti non posso che consigliare caldamente Halo: Campaign Evolved e anche i giocatori esperti di Halo non sbaglieranno a provarlo. E ora, per favore, continuate così anche con la seconda e la terza parte, grazie.

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