A volte James Bond, a volte John Wick, altre volte ancora MGS 5: Modern Warfare 4 dimostra quanto possa essere variegata la campagna di uno sparatutto.
Dopo la campagna di Black Ops 7, che per me è stata estremamente deludente, avevo praticamente dato per spacciato Call of Duty. Il tutto sembrava un esperimento fallito, in cui gli sviluppatori non erano evidentemente riusciti a decidere se puntare su un’avventura cooperativa o in single-player.
E da anni mi sento ripetere continuamente: «Nessuno gioca a Call of Duty per la campagna, ma per il multiplayer». Devo contraddire questa affermazione su due fronti. Innanzitutto, gioco a questa serie da sempre esclusivamente per le sue campagne in solitario. E in secondo luogo, Activision difficilmente investirebbe milioni in elaborate avventure per giocatore singolo se davvero nessuno fosse interessato a esse.
Sorpresa: il mio scetticismo iniziale nei confronti di Modern Warfare 4 è durato meno di cinque minuti. Da «Speriamo che non sia di nuovo un fiasco» sono passato piuttosto rapidamente a «Cavolo, ma che sta succedendo qui?». Quando, dopo circa sette ore, sono apparsi i titoli di coda, ho iniziato senza esitare una seconda partita. Da un lato, perché volevo assolutamente rivivere quello spettacolo. Dall’altro, perché ero curioso di sapere se le decisioni che bisogna prendere in alcune missioni influenzassero davvero il prosieguo della storia. Vi svelo solo questo: chi si aspetta conseguenze di portata simile a quelle di *The Blood of Dawnwalker* dovrà ridimensionare notevolmente le proprie aspettative.

Con la sua campagna, Modern Warfare 4 dimostra quante altre potenzialità possa racchiudere uno sparatutto in prima persona. Azione da agente segreto alla James Bond, combattimenti corpo a corpo spietati in stile John Wick ed esplorazione in modalità sandbox come in MGS 5, il tutto combinato con la consueta spettacolarità sfrenata di Call of Duty. E prima ancora che uno di questi elementi possa stancare, Infinity Ward ha già pronta la prossima sorpresa.
Un variegato bouquet di eccessi di violenza
Un attimo prima inseguite un nemico sui tetti di New York in perfetto stile parkour, poco dopo vi fate strada a pugni in un locale notturno. Poi vi lanciate in un inseguimento sfrenato nel centro di Parigi, vi calate di notte lungo la facciata di un grattacielo a Mumbai o combattete per la sopravvivenza nella penisola coreana nel bel mezzo di una brutale invasione.
Infinity Ward non si limita affatto a cambiare semplicemente le ambientazioni. Anche dal punto di vista del gameplay, Modern Warfare 4 offre una serie infinita di novità: vi muoverete furtivamente, vi arrampicherete, guiderete veicoli, sferrerete pugni, risolverete piccoli enigmi, maneggerete attrezzature pesanti e, naturalmente, di tanto in tanto vi farete strada in modo classico con il fucile d’assalto attraverso le postazioni nemiche. Se già Black Ops 6 andava in questa direzione, Modern Warfare 4 rompe ora completamente i vecchi schemi.
L’unica cosa ancora più impressionante è in realtà il coraggio sfrenato di sprecare risorse. Alcune meccaniche di gioco vengono utilizzate solo per pochi minuti per poi scomparire per sempre. Mentre altri studi costruirebbero immediatamente attorno a un’idea del genere un sistema di progressione con tre alberi delle abilità e 20 ore di grinding, Modern Warfare 4 è già passato da un pezzo all’attrazione successiva.

Dietro tutta questa follia c’è sempre Call of Duty
Senza solide fondamenta, questa marea di idee crollerebbe rapidamente come un castello di carte. Il fatto che ciò non accada è merito dell’eccellente gunplay: le armi hanno una potenza notevole, i colpi risultano potenti e i comandi rispondono con la consueta precisione. Per quanto l’insieme possa sembrare atipico, non appena premo il grilletto, Modern Warfare 4 mi dà l’inconfondibile sensazione di giocare a Call of Duty.
Questa solida base è anche il motivo per cui la campagna non degenera in un mero accumulo di espedienti spettacolari. È come in Destiny 2, dove anche il nuovo DLC narrativo più debole non è stato un fallimento totale, semplicemente perché la struttura di base – ovvero il fenomenale gunplay – è solida come una roccia.
Fanno eccezione, tuttavia, i combattimenti a mani nude e i duelli con il coltello. Sebbene siano spettacolari e messi in scena in modo cinematografico, risultano un po’ imprecisi. Soprattutto, nella foga della battaglia non è sempre chiaro quando dovrei parare un attacco e quando dovrei colpire.

Il mio momento preferito
Il capitolo “Naufragati” merita un elogio speciale. Dopo che la vostra unità è precipitata dietro le linee nemiche in Corea del Nord, lo sparatutto, altrimenti prevalentemente lineare, si trasforma improvvisamente in una mini avventura open world. Potete affrontare gli obiettivi della missione in qualsiasi ordine, esplorare l’ambiente di vostra iniziativa, portare a termine compiti opzionali e raccogliere un sacco di bottino. Nel vostro nascondiglio potrete potenziare armi ed equipaggiamento o scambiare informazioni con i vostri compagni.
È proprio a questo punto che Modern Warfare 4 ricorda più Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain o Far Cry 6 che il classico Call of Duty. Potrete sfrecciare in giro con i veicoli, saltare da torri o scogliere, aprire il paracadute e planare inosservati oltre i posti di blocco nemici. Chi non ha voglia di agire di nascosto può invece pilotare un drone bomba dritto nel mezzo del gruppo nemico, travolgere i soldati con un camion o eliminarli dal tetto di una torre radio con il fucile da cecchino. E queste non sono affatto tutte le possibilità.
A seconda che vi concentriate sui tre obiettivi principali del capitolo o che portiate a termine anche tutte le attività opzionali, potrete trascorrere in questo mini-mondo aperto due, tre o addirittura quattro ore. Soprattutto, questa incursione nel mondo aperto funziona decisamente meglio delle missioni di combattimento aperto di Modern Warfare 3. A me sembravano mappe multigiocatore su cui gli sviluppatori avessero distribuito a posteriori alcuni obiettivi di missione.

La trama è piuttosto funzionale
Mentre Infinity Ward sfodera quasi tutte le sue carte dal punto di vista ludico, è meglio non mettere troppo in discussione la trama. La Corea del Nord invade il Sud, sullo sfondo, ovviamente, forze ancora più potenti tirano le fila e, parallelamente, anche il capitano Price è coinvolto fino al collo in una cospirazione internazionale.
Non c’è granché di credibile in tutto questo. Modern Warfare 4 non racconta un thriller politico, ma utilizza la politica mondiale soprattutto come miccia per il prossimo grande momento d’azione. Chi si aspetta qui un’analisi articolata del conflitto nella penisola coreana, fa più o meno la stessa scelta di chi scambia Fast & Furious per un documentario sul codice della strada.
I personaggi, però, non mi sono del tutto indifferenti. Soprattutto Park e i suoi compagni si distinguono piacevolmente dai soliti super soldati che nulla sembra poter scuotere. Non sono, appunto, cliché ambulanti di eroi, ma giovani ragazzi nel bel mezzo della guerra, a cui è permesso avere paura o sentirsi sopraffatti. Questo li rende credibili e conferisce alla storia una nota inaspettatamente umana.
Mi ha deluso, invece, Mads Mikkelsen nei panni de «Il Tiratore». Non per la sua interpretazione – quell’uomo ha una presenza che si fa sentire fin dal primo secondo. Ma la sceneggiatura gli concede ben poco spazio per dare vita a un cattivo davvero memorabile. Un classico caso di «riserva d’élite»: un cast di prim’ordine, ma colpevolmente sottoutilizzato.

Gli avversari potrebbero pensare un po’ di più
Non appena Modern Warfare 4 rallenta un po’ il ritmo, salta all’occhio quanto siano goffi alcuni nemici. Scelgono coperture decisamente sfavorevoli o sembrano semplicemente non accorgersi di ciò che accade a due metri da loro. Nelle grandi battaglie, tali errori passano spesso inosservati nel caos generale. Non appena gli scontri diventano più gestibili, però, questo comportamento discutibile è difficile da ignorare.
Dal punto di vista audiovisivo non ci sono penalità nel voto. Le battaglie sono messe in scena in modo spettacolare: ovunque qualcosa crolla, esplode o viene ridotto in pezzi grazie al vostro intervento deciso. Le ambientazioni traboccano di dettagli, anche sullo sfondo c’è un viavai incessante e rumori di distruzione senza sosta.
L’enorme impegno profuso nella produzione di Modern Warfare 4 è evidente praticamente in ogni secondo. Ma per quanto la grafica sia impressionante, per quanto mi riguarda Infinity Ward fa ancora di meglio dal punto di vista sonoro, perché non ho mai sperimentato in nessun altro sparatutto un sottofondo sonoro così grandioso.

Call of Duty Modern Warfare 4 – Conclusioni della recensione:
Dopo Black Ops 7, la mia voglia di giocare a un’altra campagna di Call of Duty era praticamente a terra. Modern Warfare 4 mi ha riconquistato il cuore. Non con una trama straordinaria o con nemici particolarmente astuti, ma con una grafica spettacolare e un enorme fattore di intrattenimento. Se si cercasse la parola «spettacolo» nel dizionario Duden, accanto dovrebbe esserci la copertina di Modern Warfare 4. Dopo i titoli di coda, non avevo la sensazione di aver giocato solo sette ore, ma di aver vissuto un’esperienza incredibilmente ricca. Ed è proprio questo che, in una campagna di Call of Duty, mi conta di più di qualsiasi numero sul contatore. Per quanto mi riguarda, Activision può propormi le campagne d’ora in poi ogni anno proprio così: come un concentrato di azione da blockbuster, compatto ed estremamente efficace, senza un grammo di grasso in eccesso.

