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giovedì, Aprile 16, 2026

Call of Duty non osa più essere impegnativo e faticoso – e con MW4 questo deve cambiare urgentemente!

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L’esperto di sparatutto Daniel è convinto che puntare su un grinding il più agevole e comodo possibile sia stato un grave errore.

DaModern Warfaredel 2019, Call of Duty ha un problema enorme: ha eliminato così tante barriere, ostacoli e difficoltà che è diventato monotono e, di conseguenza, noioso. Nel 2026, Infinity Ward deve quindi tornare urgentemente a realizzare un CoD che abbia il coraggio di essere frustrante!

Il divertimento di una volta

Quando le persone, con uno scintillio nostalgico negli occhi, si entusiasmano raccontando quanto fosse fantastico Call of Duty ai bei vecchi tempi, in realtà intendono dire: CoD era meravigliosamente fastidioso, frustrante, ingiusto.

Si partiva già dal design delle mappe: all’epoca non esisteva il design a tre corsie pensato per gli eSport. No, le mappe erano piene di posizioni vantaggiose, angoli insidiosi, dettagli immersivi. Erano campi di battaglia, non arene.

Alcune mappe erano progettate appositamente per i cecchini e offrivano chiari vantaggi a chi li utilizzava. In alcune mappe non valeva nemmeno la pena presentarsi senza un fucile a pompa o un fucile mitragliatore. Le mappe imitavano luoghi reali e risultavano coinvolgenti. In quei CoD non si combatteva solo contro altri giocatori, ma in un certo senso anche contro la mappa stessa – ad esempio per il controllo di posizioni vantaggiose.

Se all’epoca venivo schiacciato in una partita, non era (solo) perché i miei avversari sparavano semplicemente meglio, ma perché sfruttavano e controllavano meglio la mappa. Modern Warfare ha riportato proprio questo con il reboot del 2019. E per questo è stato pesantemente criticato. In parte anche a ragione, perché alcuni campi di gioco erano troppo estesi, il che disturbava enormemente il ritmo. Ma: Infinity Ward ha chiaramente cercato di riportare mappe con un’anima e un’identità.

Il tenore di molti giocatori: se non vedo terra, la colpa deve essere del game design. Per alcuni fan e anche sviluppatori, a questo punto era evidentemente chiaro: in futuro dovrà ruotare tutto intorno al combattimento «giocatore contro giocatore». Al confronto di abilità livellato. Alla totale equità. Senza fastidiosi fattori di disturbo come un design delle mappe impegnativo, risorse limitate o meccaniche avvincenti.

Il problema è questo: in passato CoD era divertente proprio grazie a (e non nonostante) questi fattori di disturbo. Almeno a lungo termine.

Se rimane solo il grinding

Il fatto che oggi si discuta ancora di MW19 (e che a tratti, a distanza di 7 anni dall’uscita, raggiunga addirittura i numeri di giocatori di Battlefield 6) è un chiaro segno che proprio le difficoltà (inserite di proposito!) e l’originalità nel design del gioco sono di grande importanza. Perché grazie a loro vivo delle avventure. Grazie a loro ogni partita è un po’ diversa. Grazie a loro imparo a migliorare, invece di limitarmi a macinare punti in modo meccanico.

Il superamento di una vera sfida è un aspetto fondamentale che rischia di andare perso, perché negli ultimi anni Call of Duty ha appiattito tutto a tal punto che non succede mai più nulla di inaspettato.

Ogni partita non è altro che una gara a chi ce l’ha più lungo in termini di riflessi e abilità di mira. CoD sta diventando una versione glorificata di Aimlabs. L’unica cosa che rimane a lungo termine è: più grinding. Far salire i numeri. Un punteggio più alto. Più uccisioni. Più sblocchi.

Ma CoD dovrebbe essere qualcosa di più. Dovrei dover rischiare qualcosa. Dovrei usare il cervello. Dovrei capire situazioni complesse.

Invece di lamentarsi e chiedere la rimozione delle mine Claymore, perché sono comunque ingiuste e adatte solo a stupidi camper, i giocatori dovrebbero sviluppare metodi e tattiche per contrastarle.

CoD deve essere scomodo. Perché, proprio perché MW19 era così dannatamente scomodo, è ancora oggi (a differenza di tutti i suoi successori) oggetto di discussione nella community.

E sì, questo può includere anche una minimappa limitata, affinché la gente apra finalmente gli occhi e tenda le orecchie, invece di limitarsi a rincorrere puntini rossi. Non importa quanti influencer si arrabbino da morire per questo.

Abbiamo bisogno del coraggio di essere duri

Il gunplay e la progressione da soli non bastano più a sostenere Call of Duty. Non ci sono più dibattiti avvincenti, nessuna storia da vivere, solo la routine. E questo diventa noioso, indipendentemente da quante mappe a tre corsie o nuove modalità vengano rilasciate ogni stagione.

Modern Warfare 4dovrebbe uscire nel 2026. E la mia più grande speranza è che Infinity Ward riporti proprio quel carattere sandbox che è andato così spietatamente perso nel design levigato e privo di attrito degli ultimi anni, al punto che gli ultimi sei capitoli di CoD si sono da tempo mescolati nella mia mente in un unico, insipido miscuglio.

Ma per questo servono anche sviluppatori che raccolgano questa sfida e abbiano il coraggio di realizzare nuovamente un CoD faticoso, ingiusto e impegnativo. Uno che non obbedisca alle rigide regole che una parte della community sembra difendere con le unghie e con i denti, dove tutto ciò che si discosta dalla «via di mezzo degli eSport» o non è un sparatutto continuo per il livellamento massimo viene immediatamente trattato come un enorme passo falso.

I combattimenti devono finalmente tornare a sembrare scontri a fuoco. E questo include anche situazioni imprevedibili. Include armi e gadget che non sono bilanciati al 100% in base alla correttezza.

E include mappe audaci con molte dimensioni e approcci di design diversi, in cui alcune posizioni sono semplicemente più forti di altre. MW4 deve riportare il vero carattere. Ma il vero carattere ha bisogno anche dei suoi spigoli e delle sue asperità.

Sono convinto: Modern Warfare 4 potrà avere successo solo se oserà regalarci di nuovo i veri alti e bassi dei vecchi tempi di CoD. Proprio come ha già fatto MW19.

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