Recensione di Gears of War: E-Day – uno spettacolo bellico travolgente e la migliore campagna della serie

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Con questo cupo prequel, The Coalition segna una pietra miliare tecnica per Xbox. La lotta senza quartiere contro i Locust cattura l’attenzione fin dal primo secondo.

In un’intervista rilasciata a GlobalESportNewsla scorsa settimana – ancora prima che provassi personalmente Gears of War: E-Day – il direttore creativo dello studio, Matt Searcy, mi ha detto quanto segue riguardo al prequel: “Ed è proprio quel momento all’inizio, in cui il mondo crede di aver finalmente trovato la pace dopo 80 anni, solo per vedere quella speranza andare completamente in frantumi – che costituisce il punto di svolta centrale e caratterizza tutto ciò che Gears of War rappresenta da quel momento in poi.” Ora che ho giocato al nuovo capitolo, posso affermare a ragione che non ha promesso più di quanto potesse mantenere.

E-Day torna sotto molti aspetti alle origini di Gears of War. E l’Emergence Day – il giorno in cui l’orda dei Locust si abbatte per la prima volta sugli umani di Sera – ne è lo scenario perfetto. Dimenticate la grafica più colorata degli ultimi due capitoli. Qui l’atmosfera è sporca. Sanguinosa. L’assalto dei Locust è brutale ed è rappresentato esattamente così fin dal primo secondo – in una sequenza che mi ha ricordato piuttosto giochi come Resident Evil. The Coalition non si tira indietro e questo è un bene. Mi spingerei persino a dire che l’E-Day offre la migliore campagna di Gears mai vista finora.

Dal nulla: L’invasione dei Locust crea un’atmosfera da survival horror

Vivrete in prima persona l’orrore e il terrore dell’improvvisa aggressione proveniente dall’interno del pianeta. In una serata apparentemente tranquilla, Marcus e Dom stanno bevendo una birra in un bar di Kalona in onore del fratello di Dom, Carlos – dove si trovano anche Carter e Reyes, che in seguito diventeranno membri della vostra squadra. L’atmosfera cambia però da un momento all’altro, quando delle scosse telluriche scuotono la città, provocate dai Locust che emergono dal terreno. Ben presto le strade si riempiono dei primi mostri di piccole dimensioni, che danno la caccia ai civili, li fanno a pezzi e prendono di mira anche voi. Bisogna armarsi, quindi la squadra messa insieme per caso si dirige verso la stazione di polizia, dove troverà un vero e proprio massacro – anche questo mi ricorda inevitabilmente Resident Evil 2.

Ma non preoccupatevi: dal punto di vista del gameplay, Gears of War: E-Day non segue le orme dei survival horror di Capcom, ma rimane fedele al suo DNA di sparatutto con sistema di copertura. L’aspetto terrificante deriva esclusivamente dall’atmosfera, dal sound design e dall’aspetto dei nemici. The Coalition riesce a far sì che anche i nemici che avete già visto in diversi capitoli precedenti appaiano nuovamente come mostri pericolosi e assetati di sangue, di cui avete rispetto.

Una lotta senza pietà per la sopravvivenza: La forza spietata della minaccia dei Locust

Gears of War: E-Day parte a tutto gas fin dall’inizio. Non necessariamente in termini di ritmo di gioco, ma piuttosto per quanto riguarda l’intensità. E questo sotto ogni aspetto. Nel modo in cui viene rappresentato l’attacco dei Locust e in come The Coalition cerca di conferire profondità e personalità ai personaggi. È un continuo alternarsi di speranza e disperazione, in cui però non perdete mai di vista l’obiettivo. Nemmeno quando intorno a voi scoppia il caos. Che si tratti di Corpser o Brumak, i vostri peggiori nemici possono letteralmente schiacciarvi se non state attenti.

Scontri a fuoco dinamici: attacchi di fianco astuti e nuova libertà di movimento

Anche se – rispetto ad altri combattimenti in E‑Day – si tratta di scontri a fuoco del tutto normali, a volte sono una vera fonte di tensione. I nemici cercano di aggirarvi. Oppure lanciano granate fumogene per poi sorprendervi con il fucile a pompa attraverso la cortina di fumo. Quando vi trovate sotto il fuoco di diversi tipi di nemici contemporaneamente, è fondamentale mantenere la lucidità per non precipitarvi fuori dalla copertura solo per essere poi falciati da un cecchino o finire ai piedi di un avversario armato di fucile a pallini Incinerator. Spesso le zone di combattimento sono abbastanza ampie da offrirvi lo spazio necessario per farlo. A questo si aggiunge il vostro repertorio di movimenti ampliato, poiché ora potete saltare e siete più flessibili nell’uso delle coperture. A seconda dell’ostacolo, vi ritroverete letteralmente distesi a terra e accovacciati dietro un pezzo di cemento o qualcosa di simile per sfuggire al fuoco nemico.

Mettiamola così: gli scontri in E-Day non sono sempre così rigidi da costringervi a stare da una parte e i vostri avversari dall’altra. Anche la dimensione verticale gioca un ruolo importante: potreste, ad esempio, essere presi di mira da nemici che vi sparano dall’alto dalle finestre. In altri punti vi troverete al centro di una piazza a difendere una posizione, mentre i nemici potrebbero avvicinarsi da tutte le direzioni e aprirvi il fuoco. The Coalition combina tutto questo con una buona dose di spettacolarità. Il terreno si apre, parti di edifici crollano e così via – non voglio svelare troppo a questo punto. Che la città sia una zona di guerra, non c’è alcun dubbio in nessun momento. A seconda della situazione (e del livello di difficoltà), vi verrà richiesta la massima concentrazione: dopo molti scontri intensi, ho dovuto prima prendere un attimo di respiro prima di continuare.

Un respiro di sollievo tra le macerie: livelli più aperti, missioni secondarie e mod per le armi

Ciò non significa però che E-Day sia un susseguirsi ininterrotto di scene d’azione. Ci sono sempre fasi più tranquille in cui potrete passeggiare per la città o in un tunnel della metropolitana. Questi momenti non sono necessariamente dei riempitivi, ma contribuiscono alla trama permettendovi di scoprire di più o semplicemente di avere il tempo di guardarvi intorno tra le rovine di Kalona e di immergervi ancora di più nell’atmosfera cupa.

Grafica travolgente: l’Unreal Engine 5 offre un film di guerra interattivo e raffinato

La rielaborazione dell’Emergence Day dal punto di vista della trama e del gameplay è solo un aspetto, l’altro è la realizzazione tecnica. E questa è eccezionale. Ho giocato su Series X in modalità qualità e l’E-Day ha un aspetto semplicemente fantastico. The Coalition utilizza l’Unreal Engine 5 per rappresentare in modo davvero spettacolare il caos bellico in città. Quando si scatena l’inferno, lo percepite attraverso gli ambienti che cambiano e, mentre intorno a voi le cose crollano ed esplodono, avete davvero la sensazione di trovarvi nel bel mezzo di un film di guerra interattivo.

Merita un elogio particolare la realizzazione pulita e raffinata. E-Day è uno dei pochi giochi moderni in cui finora non ho riscontrato praticamente nessun glitch o errore simile – solo qualche pozzanghera che lampeggia di tanto in tanto o cose del genere, ma nulla di drammatico. È evidente che ci sia stato un grande lavoro di rifinitura e questo ripaga, poiché non sarete strappati dall’immersione da alcun bug. Inoltre, gli ambienti sono progettati con un livello di dettaglio straordinario e, in più di un’occasione, The Coalition gioca con il design delle luci e del suono per creare situazioni inquietanti e spaventose. Lo studio padroneggia il proprio mestiere e, come ho già accennato, il team riesce a far apparire anche i ben noti nemici Locust come una vera minaccia. Non me lo sarei aspettato, ma funziona.

Ancora qualche parola sulla modalità cooperativa e multigiocatore. Potete giocare in due in modalità schermo diviso e in quattro in modalità online. Le modalità Horde Siege (PvE) e Versus (PvP) non erano ancora disponibili durante il periodo di prova.

Gears of War: E-Day – Conclusioni della recensione

In definitiva, questa recensione si riferisce esclusivamente alla campagna – che merita senza dubbio tutte e cinque le stelle. È davvero da un bel po’ di tempo che un gioco non mi affascinava e mi coinvolgeva così tanto. Immagino che sul team gravasse una certa pressione nel dover rappresentare in modo adeguato il tanto citato Emergence Day. È proprio questo che The Coalition è riuscita a fare in modo eccellente, sia dal punto di vista del gameplay che da quello tecnico. La tecnologia non delude e aiuta lo studio a mettere in scena uno spettacolo bellico travolgente, brutale e intenso. Si prova compassione per tutti quei personaggi virtuali che a Kalona vengono massacrati nel giro di poche ore, mentre si vive un vero e proprio turbinio di emozioni, passando da un momento di trionfo a un altro colpo devastante, eppure si va avanti comunque – perché bisogna pur fare qualcosa per difendersi dai Locust. Qui combatterete battaglie fantascientifiche contro mostri malvagi provenienti dalle viscere del pianeta, ma la storia non perde nulla della sua umanità. Dopo le critiche rivolte agli ultimi due capitoli e la lunga pausa fino all’E-Day, posso dire che l’attesa è valsa decisamente la pena: qui vi aspetta nientemeno che la trama di Gears più avvincente di sempre.

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