Il nuovo gioco horror per PS5 sembra una versione anime di Resident Evil

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Signal Veil è un gioco survival horror in uscita su PS5 che unisce la gestione delle risorse in stile old-school e il brivido psicologico a una straordinaria grafica ispirata agli anime. Gli appassionati di giochi horror per PS5 potrebbero scoprire che l’ambientazione in una scuola infestata e i combattimenti soprannaturali potrebbero conferirgli un’identità unica tra le prossime uscite per la console.

Sviluppato da Time Hunters e Serafini Productions, Signal Veil segue le vicende dell’adolescente Aki Mizuno dopo che sua madre è scomparsa senza lasciare quasi traccia. L’unica cosa rimasta è un cellulare dotato di poteri soprannaturali, che diventa la guida di Aki mentre indaga su una serie di sparizioni avvenute alla Nishikawa High School. L’ambientazione del gioco aumenta notevolmente il livello di paura, partendo da una scuola apparentemente normale che cambia gradualmente man mano che le forze soprannaturali prendono il sopravvento. Molte delle creature di Signal Veil sembrano legate a traumi emotivi e ricordi sepolti, con meccaniche che si intrecciano con questi temi più ampi, rendendo il gioco piuttosto simile ad alcune delle migliori narrazioni del genere survival horror.

Un nuovo gioco per PS5 reinterpreta in chiave anime il survival horror vecchio stile

Signal Veil pone quello strano cellulare al centro della trama e delle meccaniche di gioco, conferendo un tocco originale e moderno a un titolo che altrimenti avrebbe un’atmosfera classica. Il telefono vibra, emette suoni insoliti e mostra interferenze quando spiriti o ricordi persistenti sono nelle vicinanze, a volte avvertendo Aki di una minaccia prima ancora che questa si manifesti pienamente. I fan di Silent Hill 2 potrebbero notare immediatamente le somiglianze tra quel telefono e la radio di James. Tuttavia, i giocatori non possono sempre iniziare ad attaccare immediatamente quando il pericolo è in agguato. Alcuni nemici devono prima essere smascherati con il flash del telefono, provocati affinché si rivelino o costretti a mostrare un punto debole spirituale prima di poter essere feriti, conferendo a questi incontri un approccio al combattimento simile a quello di Fatal Frame.

Signal Veil sembra inoltre trasmettere lo stesso tipo di pressione claustrofobica che i grandi del genere, come Resident Evil, riescono a rendere magistralmente. Aki ha a disposizione una quantità limitata di medicine, oggetti chiave e armi mistiche, quindi ogni incontro richiede ai giocatori di prestare attenzione prima di impegnare le proprie risorse. Sebbene gli sviluppatori non abbiano citato direttamente Resident Evil come fonte di ispirazione, l’enfasi sull’esplorazione attenta, sulla conservazione delle scorte e sulla sopravvivenza in un luogo chiuso e pericoloso rende facilmente riconoscibili le sue fonti di ispirazione.

Per quanto riguarda la grafica, la presentazione di Signal Veil prende una direzione molto diversa rispetto alla maggior parte dei giochi indie di survival horror in stile retrò. Time Hunters e Serafini Productions mostrano apertamente la loro ispirazione agli anime degli anni ’90, ma sotto quello stile colorato e nostalgico si nasconde un sistema di stabilità emotiva in grado di alterare ciò che Aki vede intorno a sé e che potrebbe rendere il gioco molto più cupo di quanto sembri. Gli incontri con entità ostili, gli eventi traumatici e i luoghi contaminati logorano gradualmente il suo stato mentale, finendo per distorcere l’ambiente e persino modificare il comportamento dei nemici. Gli sviluppatori del gioco avvertono inoltre della presenza di temi quali bullismo, disagio emotivo, scene cruente, cadaveri e altri contenuti inquietanti; la presentazione in stile anime nostalgico nasconde quindi argomenti decisamente più cupi.

La PS5 è solo una delle piattaforme su cui arriverà Signal Veil. Serafini Productions ha annunciato anche versioni per Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC; la versione su Steam riporta attualmente un requisito di spazio di archiviazione sorprendentemente ridotto, pari a soli 4 GB. Non è stata fornita alcuna finestra di lancio per nessuna piattaforma, e sia PlayStation che Steam indicano ancora la data come “da definire”. Per ora, il mix tra una scuola infestata ispirata agli anime, risorse scarse e un telefono che deve smascherare i mostri prima che possano essere combattuti conferisce a Signal Veil un’identità radicata in ispirazioni classiche che va oltre il semplice aspetto di un altro gioco horror in stile retrò.

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