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giovedì, Giugno 25, 2026

Star Wars: Galactic Racer è un gioco assolutamente fantastico, a patto di non prenderlo troppo sul serio

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«Queste sono le corse dei pod!» tuonò Anakin Skywalker ormai quasi 30 anni fa. Star Wars: Galactic Racer vuole riportare in auge lo sfarzo di quei tempi. E la nostra prima impressione sul gameplay dà il via libera.

Ma come è possibile che esista Star Wars: Galactic Racer? Un successore non ufficiale del vecchissimo Episode 1 Racer e del suo seguito Racer Revenge – dopo quasi 30 anni? Un gioco di corse nell’universo di Star Wars dopo un periodo di stasi così lungo? Ho sempre pensato che i tempi fossero cambiati: quando uscì il primo Episode 1 Racer, Lucasarts sprecava ancora i giochi di Star Wars come bicchieri di rum e cola in una discoteca di paese. Stiamo parlando di un’epoca in cui Star Wars: The Gungan Frontier ottenne il via libera.

Oggi, con un po’ di fortuna, esce al massimo un solo gioco di Star Wars all’anno. E nel 2026 saranno addirittura due: Zero Company e Galactic Racer!

Ho provato Star Wars: Galactic Racer dal vivo al Summer Game Fest già qualche settimana fa e ora posso finalmente parlarne. Ho potuto giocare alla campagna, ho partecipato alle gare di pod nei panni di Sebulba e ho scoperto aspetti completamente nuovi di questo gioco di corse. Ad esempio, che Galactic Racer è un roguelite. Chi l’avrebbe mai detto?

Come funziona Star Wars: Galactic Racer?

Galactic Racer si articola in tre grandi sezioni:

  • Nellacampagna narrativaveste i panni del protagonista Shade, che può essere sia maschio che femmina, e partecipa alla Grande Lega Galattica dopo l’Episodio 6 per eliminare dalla gara il malvagio avversario Kestar Bool. L’ideale è non prendere la trama troppo sul serio, nemmeno per un secondo. Durante la prova del gioco mi sono ritrovato a ridacchiare sotto i baffi perché i dialoghi sono davvero esagerati. Ma ehi, è un gioco di corse, quindi ci sta.
  • Nellemodalità arcade e nelle sfideil gioco vi mette in un cockpit ben preciso – ad esempio il Pod Racer di Sebulba – e vi fa inseguire degli obiettivi.
  • Nellamodalità multigiocatore– e ora tenetevi forte – giocherete contro altre persone. Purtroppo non c’è la modalità cooperativa locale, quindi dovrete correre online.

Ho provato soprattutto la campagna con la sua… struttura molto particolare.

Galactic Racer è infatti un roguelite: Nei panni di Shade, si parte dal pianeta desertico Jakku e, gara dopo gara, bisogna scalare la classifica. Spesso sono io a decidere quale evento scegliere: preferisco una gara a cronometro o sfidare altri piloti e piloti su un semplice circuito?

Con un numero sufficiente di eventi all’attivo, a un certo punto si passa al pianeta successivo per scalare la classifica anche lì. Posso già confermarvi una manciata di pianeti: se dopo Jakku volete ancora più deserto, recatevi su Tatooine. Su Kantaana ci sono lava e giungla, su Ando Prime ghiaccio, e si può visitare anche la sede della Lega Galattica – Derven Acos. Inoltre, ho percorso un altro pianeta molto famoso di Star Wars, che però non posso rivelarvi per non spoilerare. Ah ah.

Non è necessario vincere una gara per salire di rango. In tal caso riceverete semplicemente meno ricompense, che a loro volta possono essere investite in potenziamenti, ovvero maggiore precisione in derapata, accelerazione e così via. Se però la vostra auto si frantuma in mille pezzi perché qualche idiota vi spinge nel baratro, allora è Game Over.

Come è tipico dei roguelite, alcuni potenziamenti possono essere conservati in modo permanente, ma a parte quelli dovrete ricominciare tutto da capo. Ovviamente non posso ancora valutare se questo crei un ciclo di gioco motivante, ma almeno trovo piuttosto interessante l’idea di un gioco di corse in stile roguelite.

Ma come si guida questo gioco?

Ma tutto il resto alla fine non ha importanza se le gare in sé non sono divertenti da giocare, quindi parliamo del gameplay!

Galactic Racer non vuole essere semplicemente Episode 1 Racer 2.0, quindi nel gioco vi capiterà relativamente di rado di guidare i famosi Pod Racer. Il gioco vi offre invece tre nuove classi di veicoli:

  • ILandspeederli conoscete da numerosi film: sono l’equivalente di Star Wars delle nostre auto: carrozzerie pesanti e fluttuanti che, nel caso di Galactic Racer, possono derapare in curva grazie a un’abilità speciale.
  • L’opposto di questi sonole Speeder Bike, piccole e agili moto a reazione (senza ruote), con cui potrete affrontare ogni curva con estrema precisione spostando il peso del corpo.
  • I nuoviSkim Speedersi collocano a metà strada tra i Landspeeder e le Speeder Bike e sembrano quasi un’evoluzione tecnica dei vecchi Pod Racer. Quando si inclinano in curva, la parte anteriore si solleva in verticale e si sfreccia praticamente sul filo del rasoio.

Qualunque sia la classe di veicoli che sceglierete: Galactic Racer è incredibilmente intuitivo (proprio come lo era all’epoca Episode 1 Racer). Sfrecciate con il vostro motore potenziato sulla sabbia rovente del deserto di Jakku, vi fate strada attraverso gole montuose, piccole grotte e trampolini e, proprio come nel classico, valutate in una frazione di secondo: Scelgo il percorso veloce ma pericoloso o prendo la strada più sicura all’esterno?

Se sbatto contro la parete, il gioco non finisce automaticamente, ma il mio veicolo subisce danni sempre maggiori, finché a un certo punto esplode.

Per evitare che ciò accada, oltre all’abilità di guida ho qualche asso nella manica che posso scambiare e personalizzare a piacimento: con il mio boost “spuntone da ariete”, oltre al mio turbo standard, mi faccio strada con particolare determinazione tra la folla. In alternativa, scateno determinate abilità di scudo e Sebulba ha persino dei lanciafiamme integrati nel suo Pod Racer, quel vecchio mascalzone.

In generale, Sebulba: la gara di Pod su Tatooine è un evento separato dalla campagna, ma mi fa venire la pelle d’oca poter partecipare finalmente di nuovo al Boonta Eve Classic. Certo, mancano i Tusken Raider che sparano, ma a parte questo conosco ancora a memoria ogni curva. Temo però che queste gare di pod isolate, al di fuori della campagna, rimangano piuttosto una trovata per i fan – spero che il gioco mi convinca del contrario.

Un intoppo

Per le gare vinte nella campagna riceverete inoltre degli upgrade, ad esempio per migliorare la vostra derapata o il vostro boost. Fin qui sembra quindi un pacchetto molto completo, ma in questi upgrade si nasconde un piccolo problema che al momento devo ancora risolvere con Galactic Racer.

Finora il gioco sembra estremamente «gamey».
E questo è molto soggettivo e, in fin dei conti, una questione di gusti, ma nella vecchia versione di Episode 1 Racer mi piaceva particolarmente quanto tutto sembrasse tangibile. Da Watto compro pezzi di rottame che i miei piccoli droidi da officina montano sulla mia auto da corsa; durante la gara, proprio come Anakin, devo tenere costantemente d’occhio le temperature e l’integrità dello scafo, perché gli interventi di riparazione costano tempo prezioso. Persino gli indicatori erano identici a quelli del film. L’illusione di un pilota di pod che si assembla la propria navicella tra le discariche di rottami di Tatooine veniva trasmessa in modo estremamente tangibile.

Galactic Racer offre tutto questo anche 26 anni dopo, ma in modo decisamente più astratto. I miei potenziamenti sono delle semplici carte bonus e tutte le abilità speciali (a parte il sperone da speronamento) appaiono durante la partita per quello che sono: abilità speciali in un videogioco. E poiché l’IA, almeno nella demo, continua a barare, mi manca ancora una sensazione tangibile di velocità.

Tutti i piloti sono così impegnati con i boost e le abilità speciali e mi sfreciano davanti a una velocità a volte incomprensibile, solo per passare alla velocità di una lumaca alla curva successiva, che non riesco proprio a imparare a guidare nel vero senso della parola: quando è il momento ideale per accelerare in uscita di curva? In che modo i salti influenzano la mia velocità? Come si fa a guidare… bene?

Non fraintendetemi:sensazionedivelocità non significa sensazionedellavelocità, perché quest’ultima va benissimo. Le gare sono incredibilmente veloci e divertenti; vorrei solo che il gioco, per quanto riguarda l’eccesso di potenziamenti delle carte abilità speciali, a volte rallentasse un po’ e mi permettesse semplicemente di godermi i tracciati emozionanti e di imparare a guidare. Ma forse è il vecchio che c’è in me a parlare.

La varietà dei pianeti dietro la barriera

Vedo un’altra potenziale insidia nella struttura roguelite della campagna, perché Galactic Racer deve tenere nascosta la sua vera varietà: si visitano i pianeti uno dopo l’altro, quindi si percorrono prima una mezza dozzina di tracciati su Jakku prima di passare finalmente al secondo pianeta, che poi si visita a sua volta dall’inizio alla fine.

Certo, su ogni pianeta mi aspettano tracciati e tipi di eventi diversi, ma il deserto di Jakku è pur sempre… un deserto. Temo che la cosa diventi noiosa piuttosto in fretta, soprattutto perché dopo ogni Game Over devo ricominciare da capo.

Anche il vecchio Episode 1 Racer riutilizzava i pianeti, ma raramente due volte di seguito. Nella prima Coppa, in ogni gara visitavo un nuovo pianeta, il che era incredibilmente emozionante.

Forse la struttura roguelite compensa questo aspetto consentendomi di sbloccare nuovi pianeti di partenza o di spostarmi più rapidamente da A a B non appena avrò a disposizione alcuni potenziamenti permanenti – non posso ancora valutarlo dopo un’ora, ma almeno lo spero.

Una nuova speranza

Ma c’è una cosa su cui posso già esprimere un cauto ottimismo: Galactic Racer non sarà un fallimento. Sì, ho qualche perplessità e critica qua e là, ma a) in teoria possono essere risolte con delle patch prima del lancio e b) non stiamo parlando di un allarme rosso.

Il gameplay vero e proprio è già incredibilmente divertente, anche perché il concetto rimane unico nel suo genere: sfrecciare attraverso le ambientazioni più spettacolari di Star Wars è semplicemente una fantasia incredibilmente affascinante. E sono felicissimo che, a tanti anni di distanza dall’Episodio 1, possiamo ripartire con Racer. Il prossimo passo sarà dare il via libera a Super Bombad Racing 2.

Conclusione della redazione

Non avrei avuto bisogno di una campagna. Quello che mi aspetto da Star Wars: Galactic Racer è semplice: alcune coppe variegate su pianeti diversi, un variegato gruppo di piloti e un po’ di modifiche ai potenziamenti tra un evento e l’altro. Insomma… praticamente Episode 1 Racer, ma con una nuova grafica.

Quello che mi viene offerto nel gioco, però, va in una direzione diversa: non ci sarà una modalità arcade con piloti diversi, ma l’attenzione è interamente concentrata sulla campagna incentrata sul personaggio principale, Shade. In compenso, questa volta scalando una vera e propria scala di carriera, sblocco nuovi pianeti nella modalità roguelite e interagisco liberamente con tutti i personaggi tra una gara e l’altra. Questo potrebbe rivelarsi molto interessante, ma anche rivelarsi un fiasco se dovessi percorrere sempre gli stessi tracciati e pianeti.

Ma c’è un aspetto in cui Galactic Racer centra pienamente l’obiettivo: le gare sono semplicemente fantastiche. Che sia su una Speeder Bike, un Landspeeder o uno Skim Dingens, la sensazione di velocità è perfetta: mentre sfreccio mi si rizzano i capelli sulla nuca e devo prendere continuamente decisioni interessanti in frazioni di secondo. Ora basta solo che tutto il resto funzioni e Galactic Racer diventerà un fantastico ritorno per gli appassionati di corse.

Michael
Michael
Età: 24 anni Origine: Germania Interessi: gioco, calcio, tennis da tavolo Professione: Editore online, studente

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