Gratuita, sorprendentemente ricca di contenuti e davvero ottima: la demo di Down with the Ship è una vera chicca su Steam.
A volte si scarica una demo «solo per un attimo» per vedere cosa stanno tanto decantando le persone nei commenti su GlobalESportNews – e poi, tre ore dopo, ci si ritrova ancora lì a spostare per quella che sembra la decima volta un lanciatore al plasma di un pixel verso sinistra, perché così tocca due reattori invece di uno solo.
È proprio quello che mi è successo con Down with the Ship (
Ma di cosa si tratta, in realtà?
Il funzionamento è semplice:Il gioco di Iron Anchor Games è un auto-battler in cui assemblate la vostra astronave, la riempite di ogni sorta di gadget e poi la mandate in battaglia contro le navi degli altri giocatori.
Ogni round il negozio sputa fuori nuovi componenti: cannoni, reattori, membri dell’equipaggio, reliquie maledette e ogni sorta di oggetti bizzarri. Acquistate ciò che vi serve al momento e, pezzo dopo pezzo, trasformate la vostra astronave in una fortezza volante.
La cosa più importante è il posizionamento:La posizione di un componente determina se funziona o meno, poiché i moduli interagiscono in base alla vicinanza e ai collegamenti. Un cannone posizionato accanto al reattore giusto spara improvvisamente due volte più velocemente. Gli effetti si innescano a catena, i bonus si sommano e lo stesso componente può consentire una strategia completamente diversa a seconda del posizionamento.
Non appena tutto è finalmente al suo posto, premete “Combattimento” e cedete il controllo– le battaglie si svolgono automaticamente. Tutta la tensione sta quindi nel chiedersi se la vostra struttura sia stata costruita in modo abbastanza intelligente. Si combatte contro navi salvate da giocatori reali, in modo asincrono. Non combattete mai contro avversari controllati dall’IA, ma sempre contro le idee maliziose di altre persone.
Capitani e fazioni
Il capitano, che scegliete prima di ogni nuova partita, aggiunge ulteriore varietà. Ogni leader presenta una forma dello scafo diversa, abilità passive specifiche e percorsi di build distinti.
I capitani appartengono sempre a una delle quattro fazioni:Ognuna di esse ha un proprio pool di oggetti e una propria identità– una punta ad esempio sulla pura potenza di fuoco, l’altra sugli effetti di danno nel tempo.
Potete puntare interamente sugli strumenti di una fazione, il che funziona in modo affidabile, poiché le parti sono coordinate tra loro e i bonus si integrano a vicenda. Oppure potete sperimentare, mescolando parti di altre fazioni e mettendo insieme qualcosa di imprevedibile. Può andare male, ma può anche risultare in una combo potentissima che nessuno si aspetta.
Vale la pena provare la demo?
Ma certo che sì! La versione di prova gratuita offre davvero tantissimo:
- Tre dei dodici capitani, ciascuno con il proprio layout e le proprie abilità
- 118 oggetti da provare – tra gli oltre 200 presenti nel gioco completo
- Modalità Versus, in cui vi scontrate con navi costruite da altri giocatori e dovete ottenere 10 vittorie prima di esaurire le vite
- Modalità Endless Run, in cui dopo 10 vittorie continuate semplicemente a giocare finché lo scafo non va definitivamente in pezzi
Inoltre, non giocate in una sorta di bolla isolata dedicata alla demo, ma vi cimentate direttamente nello stesso ecosistema dei giocatori del gioco completo. Una demo che vi catapulta a tutti gli effetti nel matchmaking classificato: è una cosa rara e rende il tutto ancora più difficile da mettere da parte.
C’è abbastanza materiale per passare tranquillamente diverse serate a giocare – ed è proprio qui che inizia il mio problema. Dopo ogni partita penso: «No, non lo compro, presto mi passerà la voglia» – e poi lo avvio comunque ancora e ancora.
A questo punto devo davvero quei 15 euro allo sviluppatore indipendente Iron Anchor Games – probabilmente cederò al più tardi durante i prossimi saldi estivi di Steam.

