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giovedì, Luglio 9, 2026

Giocare fino in fondo, restituire il gioco, non pagare un centesimo: una truffa su Steam sta facendo impazzire uno sviluppatore tedesco

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Uno sviluppatore indie rende pubblici i dati che dimostrano come una truffa mirata su Steam gli stia sottraendo decine di migliaia di acquisti del suo gioco.

La politica di rimborso di Steam è giustamente considerata una delle più eque del settore: chi ha giocato a un gioco per meno di due ore e lo ha acquistato meno di 14 giorni fa, riceve indietro i propri soldi senza troppe domande.

Per la stragrande maggioranza dei giochi si tratta di una protezione sensata per l’acquirente e per Valve non è nemmeno un semplice gesto di buona volontà, bensì, dopo una causa persa in Australia, un obbligo giuridicamente vincolante. Tuttavia, sembra che sempre più giocatori stiano approfittando proprio di questa politica per giocare a titoli indie brevi in modo completamente gratuito.

Uno sviluppatore indipendente tedesco ha ora calcolato quanto gli costi tutto questo – dando così il via a un dibattito che va ben oltre il suo stesso gioco.

Il caso Paddle Paddle Paddle

Mateo Covic di Duisburg, noto con il nome di Zoroarts, ha pubblicatoPaddle Paddle Paddleha ottenuto un piccolo successo a sorpresa: il gioco cooperativo basato sulla fisica, in cui ci si fa strada con una canoa attraverso un percorso a ostacoli, è stato realizzato, secondo quanto dichiarato dagli stessi sviluppatori, in meno di un mese e, secondo i dati forniti dallo sviluppatore, ha venduto oltre 260.000 copie dalla sua uscita nel luglio 2025.

Su Steam il gioco è attualmente valutato «Molto positivo», con l’89% delle circa 1.400 recensioni positive. Ciononostante, il 5 luglio Covic ha lanciato l’allarme su X. La sua accusa: una parte crescente di giocatori acquista il gioco appositamente, lo completa in meno di due ore e poi si fa rimborsare tramite la funzione di restituzione di Steam. Alcuni se ne vantano addirittura nelle proprie recensioni.

Secondo i suoi dati, Paddle Paddle Paddle registra un tasso di resi del 21%. Ciò equivale, secondo le sue cifre, a oltre 55.000 resi. Considerando l’attuale prezzo scontato di 3 euro, si tratterebbe di circa 165.000 euro che sono sfuggiti allo sviluppatore– ovviamente al netto della commissione del 30% di Steam. Poiché il prezzo normale del gioco è di 5 euro, la somma effettiva potrebbe essere ancora più alta, a seconda di quando è stato effettuato l’acquisto.

Una community divisa

Una simile accusa rimane suRedditnon rimane certo senza replica, e in effetti sotto il thread dedicato al caso si apre rapidamente una spaccatura proprio al centro della sezione dei commenti. Da una parte c’è chi dà ragione a Covic e vede nel comportamento di Refunder semplicemente uno sfruttamento sleale:

  • Delicious-Pepper23: «Ci sono molti modi per rubare qualcosa.»
  • Mogura56:» Sì, la gente non ha alcun problema a derubare produttori di videogiochi multimiliardari e catene come Walmart, perché questi hanno miliardi di dollari. Ma quando si tratta di un titolo indie, probabilmente sviluppato da 1 a 5 persone, allora questo colpisce davvero duramente queste persone – in un modo che nessuna di queste grandi aziende potrà mai sperimentare.«
  • too_many_nights:«Per il tizio che ha perso 55.000 vendite solo perché Steam lo ha permesso, è sicuramente un problema.»

D’altra parte, si moltiplicano le voci che attribuiscono la responsabilità allo stesso sviluppatore, se vende un gioco per un periodo così breve e a un prezzo così basso:

Flo
Flo
Età: 28 anni Origine: Germania Interessi: Gioco, Bicicletta, Calcio Professione: Editore online

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