Dopo otto anni, Blizzard costringe i gestori di due popolari server amatoriali di World of Warcraft alla chiusura definitiva tramite un’ingiunzione giudiziaria.
Otto anni sono un’eternità nel mondo dei giochi di ruolo online. Per la community del server privato Turtle WoW sono stati anni ricchi di nuove avventure in un mondo ben noto, in cui migliaia di fan hanno formato una comunità affiatata.
Ma questo viaggio giunge ora a una brusca fine:Dopo che Blizzard Entertainment ha intrapreso un’azione legale contro i gestori, questi ultimi sono costretti a cessare l’attività. E non sono solo loro a subirne le conseguenze: anche un altro grande progetto amatoriale deve chiudere i battenti.
La fine di un’era
Come spiegano gli sviluppatori del popolare server in unemozionante post sul forum, le luci si spegneranno definitivamente il 14 maggio 2026. A mezzanotte del 15 maggio i server saranno disattivati.
Ciò è stato preceduto da una causa per violazione del copyright intentata da Blizzard già lo scorso settembre, in cui un giudice si è recentemente pronunciato a favore dello studio di sviluppo. Daidocumenti del tribunaleemerge che entrambe le parti hanno raggiunto un accordo che comporta inevitabilmente la chiusura di Turtle WoW.
Il capo sviluppatore Torta si è rivolto alla community con parole malinconiche: il lavoro su questo progetto è stato il momento clou della sua vita. Le avventure vissute insieme e le amicizie strette hanno ripagato tutti gli sforzi. Il 16 ottobre verranno infine cancellati anche tutti i canali social e i forum associati. Se non conoscete il progetto: Turtle WoW non era un normale server privato che si limitava a copiare la versione Vanilla di World of Warcraft del 2004. Il team ha invece seguito un approccio simile a quello di Old School RuneScape, creando una sorta di Classic Plus non ufficiale.
Ciò significa che il livello massimo è rimasto a 60 e la trama originale è stata mantenuta, ma il gioco è stato ampliato con nuove zone, dungeon, razze giocabili e persino nuovi raid.
Turtle WoW non rimane l’unica vittima dell’attuale ondata di diffide. Anche i responsabili di Stormforgehanno annunciato che cesseranno l’attività dei loro server di World of Warcraft il 14 maggio 2026.
A seguito di una diffida e delle successive discussioni con i rappresentanti legali di Blizzard, si è concordato di interrompere qualsiasi diffusione di contenuti relativi all’MMO. Non è già più possibile creare nuovi account su questi server.
A Blizzard interessa il denaro o i propri piani?
Si può solo speculare sul motivo per cui Blizzard stia agendo con tanta severità proprio ora. Da un lato, i server gestivano negozi con denaro reale, il che rappresenta naturalmente un punto dolente per l’ufficio legale di un grande editore. Una cosa è gestire un progetto amatoriale per pura passione, ma non appena entra in gioco il denaro, il limite di tolleranza viene solitamente raggiunto rapidamente.
Server amatoriali ufficialmente tollerati, come ad esempioProject 1999 per EverQuest oHomecomingper City of Heroes, rimangono purtroppo un’eccezione assoluta nel settore dei videogiochi. Un appello aperto del team Turtle-WoW per stabilire un modello di licenza simile per i server amatoriali di World of Warcraft è caduto nel vuoto presso Blizzard.
D’altra parte, si impone un parallelo: già nel 2016 Blizzard ha agito con forza contro l’allora gigantesco server Vanilla Nostalrius, e solo un anno dopo è stato annunciato ufficialmenteWorld of Warcraft Classic
Dato che Blizzard, dopo la fine dell’attuale Season of Discovery, sta comunque accennando a idee proprie in direzione di un vero e proprio Classic Plus, l’azione contro la concorrenza privata potrebbe avere anche ragioni strategiche. Si sta semplicemente ripulendo il mercato per fare spazio ai propri nuovi vecchi contenuti di World of Warcraft.

