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giovedì, Luglio 9, 2026

“Così bello che viene rubato” – Perché una scena di God of War ricompare improvvisamente in un blockbuster indiano?

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“Un film prende più di una semplice ispirazione – e questo si nota immediatamente”

Da anni i giochi d’azione lasciano il segno nel mondo del cinema, ma raramente la loro influenza è così evidente come adesso. La serie God of War, uno dei giochi d’azione e avventura più impressionanti almeno dal reboot del 2018, stabilisce nuovi standard in termini di potenza, messa in scena e regia. nbsp;Chi ha assistito alle battaglie di Kratos sa quanto ogni movimento sia potente. Ciò vale in particolare per il leggendario scontro con Baldur, in cui un tronco d’albero diventa un’arma e gli attacchi di fuoco smorzano solo brevemente la drammaticità.

Proprio questa scena iconica riappare ora in un luogo del tutto inaspettato: nel film d’azione fantasy indiano “Mahavatar Narsimha”, uscito la scorsa estate e ora disponibile anche su Netflix. Una clip che sta facendo il giro di Twitter mostra parallelismi sorprendenti. Il fatto che la mitologia nordica del gioco abbia in comune con la storia di impronta indù del film tanto quanto un Goomba con un dio del caos rende il confronto ancora più sorprendente.

Ciò risulta particolarmente evidente nel montaggio di un utente che mette a confronto le inquadrature del gioco e del film. “Non può essere una coincidenza”, commenta seccamente, e la rete è in gran parte d’accordo con lui.

“È un omaggio, non un furto: i fan la vedono con più serenità”

È sorprendente, tuttavia, quanto molti spettatori reagiscano con calma. Invece di proteste, prevalgono i commenti che interpretano la scena come un omaggio a God of War. Si leggono ripetutamente frasi come: “Questi riferimenti dimostrano solo quanto sia grande l’influenza del gioco”. Questa citazione descrive bene perché quasi nessuno si indigna per l’evidente trasferimento di stile.

Alcuni utenti fanno anche altri paragoni, ad esempio con “The Incredible Hulk” del 2008, le cui scene di violenza brutale sono anch’esse contrapposte nel clip. Quello che all’inizio sembra una copia spudorata si trasforma così in un piccolo viaggio attraverso i riferimenti alla cultura pop. L’ispirazione, secondo l’opinione generale, fa parte di ogni forma d’arte. I parallelismi volutamente creati potrebbero quindi essere interpretati non tanto come un furto, quanto piuttosto come una dimostrazione di rispetto.

Alla fine rimane soprattutto una cosa: un momento curioso che mostra quanto possano arrivare lontano la portata e l’influenza di un videogioco, persino fino alla fabbrica dei sogni di Bollywood.

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