Invece di un horror con una mascotte ridicola, in Don’t Fret Dani trova un affascinante omaggio a un classico del genere.
Ehi, stop, aspettate! Non fate lo stesso errore che ho fatto io! Quando il trailer di Don’t Fret mi balena sullo schermo durante il Future Game Show, mi strappa solo un sospiro divertito… nient’altro. Dopotutto, nel gioco si suona una chitarra – cioè non si fa musica, masidiventaletteralmente uno strumento a corde. «Un altro di quei giochi scherzosi», penso tra me e me e spingo i miei ricordi del trailer direttamente nel mio tritacarte mentale.
Sfogliando Steam mi imbatto di nuovo nel gioco e vedo,che esiste già una demo giocabile, prima che il gioco horror esca il 1° ottobre 2026. «Ah, perché no?». Scarico la demo, mi tuffo nel gioco –e trovo, del tutto inaspettatamente, il titolo che potrebbe rendermi sopportabile l’attesa diAlien: Isolation 2.
Toni seri
Quando clicco su «Start», mi aspetto in realtà un buffo giochino horror pieno di simpatiche mascotte e battute sciocche. Ma nell’introduzione, Don’t Fret assume subito toni sorprendentemente cupi: osservo un uomo – presumibilmente il padre del piccolo protagonista Fret – che martella furiosamente contro la porta di casa, urla contro sua moglie e alla fine rompe il vetro per entrare con la forza. In preda al panico, Fret fugge nella sua stanza, si aggrappa alla sua amata chitarra e si rintana nell’armadio… solo per risvegliarsi poco dopo proprio come quello strumento in una scuola superiore.

Gli edifici scolastici sono già un vero inferno in circostanze normali e alla luce del giorno, ma la scuola di musica Harmonic Heights scende ancora di un’ottava. Le pareti sono tappezzate di manifesti di bambini scomparsi, gli armadietti sono sparsi per terra e disseminano sul pavimento ciò che gli studenti hanno lasciato dietro di sé.
Nel corridoio buio, un raccapricciante bozzolo è incollato alla parete, avvolto da pellicola di cassetta da cui si schiudono creature spaventosamente agili. L’intonaco si sbriciola dal soffitto, accompagnato da un pesante scalpitio da qualche parte sopra di me.
Se non fosse ancora chiaro: in questa scuola c’è qualcosa che non va per niente!

Hehe, gioco di parole
Il nome del gioco è tra l’altro molto divertente. L’espressione inglese «Don’t fret» significa più o meno «Non preoccuparti». Ma «fret» non è solo il nome del protagonista, bensì anche il termine inglese per indicare i tasti sul manico della chitarra. In italiano, il gioco di parole potrebbe tradursi più o meno con «Non lasciarti scordare». Sai, visto che si suona la chitarra e tutto il resto! Hehe.
Una cover di Alien Isolation

E infatti: Don’t Fret attinge in modo estremamente intelligente a uno dei migliori rappresentanti del genere in assoluto – Alien: Isolation. Per la maggior parte del tempo devo nascondermi nell’ombra, sgattaiolare silenziosamente oltre i nemici o distrarli con delle bottiglie. Un dispositivo speciale mi indica con precisione quando il pericolo mi sta in agguato. Anche l’«Alien» fa la sua comparsa nella demo: dai condotti di ventilazione salta fuori un mostro gigantesco con zampe filiformi e una testa a forma di cassetta. Se mi becca, è finita – quindi corro per salvarmi la vita.

Don’t Fret non è però solo una copia poco originale, ma assomiglia piuttosto a una bella cover indie. Il modello di riferimento è sicuramente riconoscibile, ma il gioco horror crea anche un proprio concetto di sopravvivenza. Tutto è coerentemente dedicato al tema musicale, ma sorprendentemente non mi sembra affatto sciocco, anzi mi incuriosisce e mi fa desiderare di più.
Il design dei mostri è fantastico e mi fa gelare il sangue nelle vene grazie agli ambienti claustrofobici, alle luci lampeggianti e ai movimenti agili delle creature.
Sono rimasto deluso quando la demo di circa 30 minuti è finita – e questo è sempre un buon segno! Sono molto felice di vedere ancora di più del ragazzo della chitarra Fret e sono curioso di sapere come Don’t Fret interpreterà il classico dell’horror Alien: Isolation nel corso del gioco. Non mi aspetto il prossimo successo nelle classifiche del genere horror, ma almeno un consiglio da insider per gli appassionati.

