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lunedì, Marzo 2, 2026

Ardenfall ha un aspetto terribile, ma si gioca come Elder Scrolls e lo adoro

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È da un po’ che tengo d’occhio il gioco di ruolo Ardenfall, ora finalmente ho provato la demo allo Steam Next Fest e devo assolutamente parlarne.

Si dice che non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla copertina. Ma a me piacciono le belle copertine e questo vale anche per i giochi. Non è che ogni gioco debba avere texture 4K iperrealistiche e ray tracing, ma mi piace che abbia uno stile grafico accattivante. Ed è per questo che Ardenfall mi ha quasi deluso.

Per fortuna solo quasi! Durante lo Steam Next Fest mi sono preso il tempo di provare la demo. Ora posso solo consigliarvi di fare uno sforzo, dimenticare la grafica e dare assolutamente una possibilità ad Ardenfall, se ricordate con un sorriso Morrowind, Oblivion o Skyrim.

Profondità di gioco anziché grafica

Parliamo prima dell’elefante pixelato nella stanza: Ardenfall è solo un gioco indie e si vede. Ho dovuto abituarmi a texture poco dettagliate, illuminazione piatta ed effetti poco spettacolari.

Quasi nessuno descriverebbe questo gioco di ruolo come bello. Tuttavia, il mondo è stato progettato con cura e ha un fascino tutto suo. Invece di un ambiente fantasy generico con cavalieri, troll e case a graticcio, ci si ritrova in una terra dall’aspetto esotico, che ricorda molto l’Asia. Nella demo esploro una regione costiera solitaria, la cui vegetazione ricorda una barriera corallina.

Questo mi porta al secondo elefante nella stanza, che però è decisamente più gradito: la demo di Ardenfall e l’area che esploriamo emanano la più pura atmosfera di Morrowind. Il sonnolento villaggio di Bisawa non risveglia solo in me i ricordi dell’arrivo a Seyda Neen.

E poi c’è il nome Ardenfall, che non a caso è solo poche lettere diverso da Vvardenfell, il mondo di gioco di Morrowind. Gli sviluppatori non fanno certo mistero del loro grande modello. E in effetti, questo gioco di ruolo indie sembra proprio un Elder Scrolls!

Abilità, tratti e libertà assoluta

All’inizio del gioco, decido la razza e l’aspetto del mio personaggio, ma invece di scegliere la classe e il segno zodiacale, assegno punti agli attributi (forza, intelligenza, agilità, resistenza e carisma) e a tre abilità principali, che salgono di livello più velocemente delle altre. Inoltre, scelgo due tratti che sbloccano opzioni di dialogo e possibilità speciali.

Il risultato è simile a quello di Elder Scrolls: creo un personaggio secondo la mia immaginazione, con punti di forza e debolezze: ad esempio un mago, un ladro, un combattente o un alchimista. Tuttavia, non mi vincolo in modo rigido. Nessuno può impedirmi di livellare in seguito abilità completamente diverse e magari interpretare il famigerato arciere furtivo invece del guerriero pesantemente corazzato.

Le mie decisioni hanno comunque un significato: se sono abbastanza forte, posso rimuovere le macerie sotto cui è sepolta una cassa. E come mago, faccio semplicemente saltare in aria il tutto con una palla di fuoco.
Nel mondo e nei dialoghi ci sono quindi continuamente controlli di abilità e attributi, o opportunità speciali che ottengo grazie ai miei tratti.

Ma le decisioni non finiscono qui, perché giocano un ruolo importante anche nelle missioni. Nella demo, ad esempio, un’importante via commerciale è bloccata da un enorme essere spettrale. Posso liberarlo e lasciarlo volare via pacificamente, oppure posso farlo saltare in mille pezzi, ma questo farà arrabbiare gli abitanti del villaggio vicino e distruggerà il loro avamposto commerciale.

Nel corso della missione principale, analogamente a Morrowind, posso collaborare con diverse fazioni e aumentare la mia reputazione. Le mie decisioni dovrebbero avere effetti tangibili, come nella missione demo.

Da che parte andare?

Ardenfall non solo attribuisce grande importanza alla libertà di gioco, ma rinuncia anche a guidarmi per mano. Indicatori di missione? Niente affatto, devo solo prestare attenzione nei dialoghi a dove mi mandano i miei committenti. Raramente vengono fornite istruzioni precise, devo scoprire da solo che devo riparare una specie di pianta affinché produca enormi bolle d’aria che mi consentano di fluttuare verso un’isola volante.

In una caverna voglio raggiungere un forziere su una sporgenza apparentemente irraggiungibile? Allora devo equipaggiare un incantesimo di levitazione o cercare un’aura magica che mi permetta di saltare più in alto. Forse sono piccolezze, ma è molto più gratificante trovare da soli un obiettivo o superare un ostacolo, piuttosto che seguire semplicemente i segni delle missioni e seguire i tutorial.

Ardenfall è un gioco di ruolo senza compromessi, gli sviluppatori indie vogliono e possono perseguire la loro visione personale. Ciò significa anche concentrarsi sull’essenziale: invece di un mondo gigantesco e una grafica patinata, ci sono immagini stilizzate e un open world compatto. Ardenfall mi convince però con sistemi di gioco di ruolo profondi, libertà di gioco e decisioni con conseguenze.

Resta naturalmente da vedere quanto sarà davvero valido Ardenfall quando uscirà in Early Access su Steam nel 2026.

Conclusione della redazione

Per molto tempo non ero sicuro che Ardenfall fosse davvero adatto a me, ma dopo mezz’ora mi sono abituato alla grafica. Questo gioco di ruolo mi offre infatti più o meno quello che conosco già da Bethesda. Invece di seguire una missione, prima ripulisco un intero dungeon e trovo armi, armature, pozioni e un sacco di roba.

Provo la magia, le armi da mischia a una o due mani e gli archi, mi metto in buoni rapporti con la gente del posto, mi vanto delle mie conoscenze o li intimorisco con la mia forza fisica. Ardenfall mi promette un fantastico gioco di ruolo sandbox con cui posso ingannare l’attesa di Elder Scrolls 6.

Finora ho visto solo una piccola parte del gioco e ci sono ancora alcuni punti interrogativi: Ardenfall offrirà molte missioni divertenti al momento del rilascio? Incontrerò personaggi memorabili? La storia sarà avvincente? E cos’altro mi aspetta nel mondo aperto? Non vedo l’ora di avere finalmente una risposta a tutte queste domande.

Flo
Flo
Età: 28 anni Origine: Germania Interessi: Gioco, Bicicletta, Calcio Professione: Editore online

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