Un acquisto digitale non significa necessariamente che si possieda davvero qualcosa. PlayStation sta infatti ritirando numerosi film in alcuni paesi, senza alcuna sostituzione e anche se li avete acquistati ufficialmente.
Una notizia che dovrebbe preoccupare non solo gli appassionati di cinema, ma in linea di principio chiunque,acquisti prodotti digitali.Qui si accende spesso il dibattito sul fatto che si possieda davvero qualcosa quando questa viene messa a disposizione solo in formato digitale.
Almeno nel caso dei film acquistati tramite PlayStation, sembra che ciò non sia affatto vero.Sony sta infatti rimuovendo dallo store, in alcuni paesi europei, oltre 500 prodotti distribuiti da StudioCanal.Anche se li avete acquistati legalmente, perderete l’accesso alla vostra libreria senza alcun risarcimento. Tra i titoli interessati figurano, tra gli altri, «Rambo: First Blood», «Terminator 2» e «Il diario di Bridget Jones».
È quanto emerge da uncomunicato ufficiale di Sonyche include un elenco di tutti i titoli interessati. La causa sarebbe un conflitto di licenze, ma non ci vengono forniti dettagli in merito. Germania, Austria e Svizzera non sono attualmente interessate. Tuttavia, questa misura rigorosa sta suscitando scalpore anche da noi, poiché alcuni anni fa anche i clienti dei paesi di lingua tedesca erano stati colpiti proprio da questo problema e Sony, nonostante le critiche, continua ad adottare questo approccio.
Nota:In un aggiornamento abbiamo aggiunto l’informazione che sono interessati solo alcuni paesi specifici in Europa.
A settembre spariranno oltre 500 film e serie dallo store e dalle vostre librerie
La dichiarazione concreta (tradotta) recita quanto segue:
A partire dal 1° settembre 2026, in base ai nostri accordi di licenza per i contenuti, non sarà più possibile accedere ai contenuti di Studio Canal acquistati in precedenza. Questi saranno quindi rimossi dalla vostra libreria video.
A quanto pare, Sony ha anche scritto direttamente agli utenti interessati, come risulta da unpost su X di una persona coinvoltache è stato visualizzato 1,2 milioni di volte:
ACQUISTI PRECEDENTI
7,535 miliardi di dollari di profitto nel 2025, ma Sony è ben felice di fregare i propri clienti, non appena ne ha l’occasione. pic.twitter.com/2QVpSJ7e9D— somatyk (@somatyk) 25 giugno 2026
L’autore del post si mostra visibilmente indignato e osserva cinicamente, in sostanza, che Sony si intasca volentieri i propri profitti e poi, se necessario, non esita a scaricare i clienti senza scrupoli. Nei commenti molti sono d’accordo e mostrano la propria collezione fisica –Chi acquista in formato digitale, viene comunque solo ingannato
. Altri scherzano nei commenti,dicendo che lo slogan della PlayStationPlay Has No Limits
presenti in realtà dei limiti ben chiari, che qui risulterebbero evidenti.
Ciò che fa particolarmente arrabbiare molti è che si tratti semplicemente di una constatazione, senza scuse né alcuna forma di risarcimento. Nessuno riceve indietro i propri soldi né tantomeno un buono con credito da spendere nello store. Per alcuni questo la dice lunga e invia un segnale preoccupante quando si tratta dell’acquisto di licenze digitali. Tuttavia, è ovviamente possibile che Sony possa ancora fornire una qualche forma di risarcimento o almeno una spiegazione più dettagliata.
Licenza a tempo determinato anziché proprietà digitale
In totale sono551 i film e le serieinteressati, che potete consultare nell’elenco collegato sopra. Scompariranno dallo Store a partire dal 1° settembre 2026 e, come già accennato,non potranno più essere richiamati dalla libreria nemmeno dagli acquirenti.
La Germania, l’Austria e la Svizzera non sono tuttavia interessate dall’attuale ondata di cancellazioni. In questi paesi il catalogo era già scomparso in questo modo nel 2022. Nello specifico, al momento si tratta di Regno Unito, Francia, Italia e Spagna. Ciononostante, le misure – come si vede dal post su X collegato sopra – stanno suscitando indignazione a livello transnazionale.
I titoli in questione provengono tutti dalla casa di produzione StudioCanal, nota anche per molti classici come «Dal tramonto all’alba» di Quentin Tarantino (anch’esso interessato dalla misura). Anche GTA 6 ha recentemente scatenato accese discussioni sul fatto che ormai si possieda solo molto raramente un prodotto fisico. Il blockbuster open-world, anche nella suaversione su disco
è ormai disponibile solo come confezione contenente un codice.
Il diritto su questo codice potrebbe, almeno in teoria, essere perso dagli acquirenti in un secondo momento. Una situazione che si è già verificata, tra l’altro, con *The Crew*, diventato per sempre ingiocabile in seguito alla chiusura dei server. Anche questo, però, ha suscitato un’ondata di proteste e persino cause legali.
Che si tratti del PlayStation Store, di Steam o di un altro negozio digitale, nella maggior parte dei casi le condizioni commerciali specificano chiaramente che, in linea di principio,si acquista solo una licenza digitale, che in teoria può essere revocata. Di norma, al momento dell’acquisto viene fornito un ulteriore avviso in merito. Ciononostante, questa iniziativa e le reazioni che ha suscitato dimostrano chiaramente quanto poco questo dettaglio sia presente nella nostra quotidianità (spesso digitale) legata all’intrattenimento.
Cosa ne pensate? Accettate il rischio o acquistate esclusivamente versioni fisiche, ove possibile? Scrivetecelo nei commenti!

